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ULTIMO FASCICOLOMINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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REVIEW  


Minerva Urologica e Nefrologica 2006 Marzo;58(1):39-52

lingua: Inglese

Terapia attuale e futura della vasculite dei piccoli vasi del rene

Little M. A.

Division of Medicine Imperial College London Hammersmith Hospital, London, UK


PDF  ESTRATTI


Il coinvolgimento renale, caratterizzato istologicamente da una glomerulonefrite evolutiva, rappresenta il più potente determinante clinico del decorso a lungo termine della vasculite sistemica associata agli anticorpi diretti contro gli antigeni citoplasmatici dei neutrofili (antineutrophil cytoplasm antibodies, ANCA). La presenza di autoanticorpi nei confronti dei costituenti dei granuli dei neutrofili può rappresentare un importante fattore patogeno. La durata e l’intensità del trattamento della vasculite renale con terapie standard di induzione (prednisolone e ciclofosfamide) sono state chiarite dal completamento di numerosi studi clinici prospettici. Sulla base di questi dati, la maggior parte dei pazienti con vasculite renale dovrebbe sottoporsi per 3 mesi a una terapia per via endovenosa o orale con ciclofosfamide più dosi scalari di prednisolone, passando all’azatioprina più prednisolone dopo un minimo di 2 anni. Oltre a questo schema terapeutico fondamentale sono disponibili il metotrexate, il plasma exchange e il mofetil micofenolato, il cui utilizzo è stato suggerito da ulteriori studi prospettici, molti dei quali sono stati eseguiti dall’European Vasculitis Study Group. Terapie aggiuntive, quali la somministrazione per via endovenosa di immunoglobuline e di globulina antitimociti, possono essere utilizzate in caso di vasculite resistente e quando la ciclofosfamide non viene ben tollerata. Stanno nascendo nuovi agenti biologici, che sono soggetti a test rigorosi. Tra questi, gli anticorpi monoclonali diretti contro il TNFα (una citochina centrale per la patogenesi della vasculite sistemica ANCA-associata) e il CD20 (un marcatore specifico delle cellule B) si stanno dimostrando molto promettenti. Questa revisione prende in considerazione diversi approcci terapeutici alla vasculite renale, tenendo conto degli aspetti gestionali pratici.

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