Home > Riviste > Minerva Urologica e Nefrologica > Fascicoli precedenti > Minerva Urologica e Nefrologica 2005 Dicembre;57(4) > Minerva Urologica e Nefrologica 2005 Dicembre;57(4):271-87

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,536


eTOC

 

REVIEWS  


Minerva Urologica e Nefrologica 2005 Dicembre;57(4):271-87

lingua: Inglese

Strategie per migliorare lo shock da litotripsia con onde d’urto

McAteer J. A. 1, Bailey M. R. 2, Williams Jr. J. C. 1, Cleveland R. O. 3, Evan A. P. 1

1 Department of Anatomy and Cell Biology Indiana University School of Medicine Indianapolis, IN, USA
2 Center for Industrial and Medical Ultrasound, Applied Physics Laboratory University of Washington, Seattle, WA, USA
3 Department of Aerospace and Mechanical Engineering Boston University, Boston, MA, USA


PDF  


La ricerca nel campo della litotripsia, che era partita con lo sforzo di caratterizzare lo shock acuto da danno derivante da onde d’urto a livello renale è progredita su diversi fronti, compreso la scoperta di strategie che hanno migliorato il trattamento clinico. Attualmente si è stabilito che lo shock da trauma derivante da onde d’urto è rappresentato principalmente da una lesione vascolare, che il danno è dose-dipendente e che l’emorragia può essere grave e portare a perdita permanente della funzionalità renale. Studi sulla funzionalità renale in risposta alla litotripsia hanno dimostrato che il trattamento con onde d’urto scatena la vasocostrizione nel rene. Questo dato ha rappresentato un vantaggio e attualmente si sa che quando il trattamento viene iniziato utilizzando onde di grande ampiezza, la successiva somministrazione di onde d’urto di alta ampiezza provocheranno meno danni. Di conseguenza, quando le onde d’urto vengono somministrate con cautela, il trattamento può avere un effetto protettivo. Il reperto che la cavitazione rappresenta il meccanismo chiave nella rottura dei vasi ha portato allo sviluppo di nuovi metodi sperimentali per la somministrazione di onde d’urto che possono sopprimere l’espansione bollosa e minimizzare il danno tessutale. Un progresso si è avuto anche nella comprensione dei meccanismi fisici coinvolti nella frammentazione dei calcoli, e si è visto che le forze generate dalla cavitazione, lo stress da deformazione e la compressione circonferenziale agiscono in modo sinergico per frammentare il calcolo. Un recente lavoro suggerisce che un’ampia zona focale possa essere vantaggiosa, consentendo la rottura del calcolo con onde d’urto di ampiezza minore. La cavitazione ha dimostrato di giocare un ruolo fondamentale nel ridurre i frammenti del calcolo a dimensioni tali da poter essere espulsi. La cavitazione è anche il fattore che limita la frequenza con la quale il trattamento può essere applicato, dal momento che i calcoli si rompono significativamente meglio a basse frequenze rispetto a quelle più elevate, un osservazione della ricerca di base che viene attualmente apprezzata nella pratica clinica. L’attuale ambiente della ricerca sulla litotripsia è incoraggiante. C’è un grande interesse per lo sviluppo di nuove tecnologie e per trovare nuove vie che migliorino le modalità di esecuzione della litotripsia.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail