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Rivista di Nefrologia e Urologia

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Impact Factor 0,536

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0393-2249

Online ISSN 1827-1758

 

Minerva Urologica e Nefrologica 2005 Dicembre;57(4):237-45

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La vescica iperattiva. Valutazione clinica e modulazione degli effetti della terapia antimuscarinica

Palleschi G., Tubaro A., Miano L.

Unità Operativa Complessa di Urologia Azienda Ospedaliera Sant'Andrea Seconda Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Roma La Sapienza, Roma

La vescica iperattiva è una condizione morbosa assai prevalente che colpisce tutte le fasce di età, da quella pediatrica a quella geriatrica e la cui incidenza aumenta con l’età. Il disagio derivante dai sintomi di cui essa è causa è notevole e, nonostante sia una patologia ancora sottostimata, l’impatto socio-economico ad essa conseguente è significativo. La grande attenzione che il mondo scientifico ha rivolto a quest’affezione negli ultimi anni ne permette oggi una facile diagnosi, grazie all’impiego di semplici ausili, quali il diario minzionale e nuovi questionari sintomatologici dedicati. In ambito terapeutico, i farmaci di prima scelta sono gli antimuscarinici. Nonostante l’indubbia efficacia, il loro utilizzo è talvolta limitato da effetti indesiderati legati al meccanismo di azione di questa classe di farmaci (particolarmente secchezza della bocca, stipsi). Da diversi anni la ricerca farmacologica è dedicata a migliorarne la tollerabilità attraverso la ricerca di una maggiore specificità recettoriale, una migliore specificità d’organo o di apparato, nuove formulazioni a più lento rilascio, nuove modalità di somministrazione. Per quanto riguarda la tolterodina, uno dei farmaci antimuscarinici più utilizzati, la disponibilità di una formulazione a lento rilascio in monosomministrazione giornaliera per via orale ha, senza dubbio, migliorato la tollerabilità del farmaco mantenendone la nota efficacia e ottimizzandone così l’utilità clinica. Più recentemente, la proposta di una somministrazione serale del farmaco si è rivelata efficace nel ridurre ulteriormente gli effetti collaterali del farmaco il cui picco plasmatico si verifica durante il riposo notturno.

lingua: Italiano


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