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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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Minerva Urologica e Nefrologica 2005 June;57(2):91-7

lingua: Inglese

Liquido seminale e riproduzione assistita

Tournaye H.

Centre for Reproductive Medicine University Hospital Dutch-Speaking Brussels Free University Brussels, Belgium


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Quando l’ottimizzazione del partner maschile e femminile è fallita, possono essere impiegate le tecniche di riproduzione assistita. Il loro razionale è quello di favorire la probabilità di fertilizzazione avvicinando gli spermatozoi all’oocita(i). Le tecniche di riproduzione assistita non sono un trattamento curativo, ma il loro obiettivo è quello di evitare alcuni deficit funzionali dei gameti.
La scelta del trattamento di riproduzione assistita più appropriato per la singola coppia si basa spesso sulla qualità dell’eiaculato o sulla fonte dei gameti. L’inseminazione intrauterina può essere considerata come l’approccio di prima scelta quando, dopo la preparazione del liquido seminale, si abbiano a disposizione almeno 1 × 106 spermatozoi. La fertilizzazione in vitro (IVF) può essere presa in considerazione quando si è di fronte ad una infertilità di lunga durata in una coppia con uno status di fertilità normale nel partner femminile. La scelta tra IVF e l’iniezione di sperma intracitoplasmatica (ICSI) è difficile, dal momento che l’esecuzione di 3 trattamenti ICSI può prevenire un fallimento completo della fertilizzazione persino in coppie con caratteristiche borderline del liquido seminale. Quando, dopo la preparazione, si hanno a disposizione meno di 1 × 106 spermatozoi progressivamente mobili, l’ICSI può rappresentare il trattamento di scelta. L’ICSI può anche essere eseguita utilizzando spermatozoi raccolti chirurgicamente. Nei maschi con azoospermia ostruttiva gli spermatozoi possono essere raccolti con diverse tecniche. Tuttavia, nei maschi azoospermici con disfunzione testicolare primitiva sono da preferire le biopsie escissionali. Comunque, in circa la metà di questi maschi gli spermatozoi possono essere ottenuti solo quando non è stata fatta alcuna selezione preliminare sulla base di una biopsia diagnostica.
I pazienti con oligozoospermia estrema o azoospermia dovrebbe essere informati sul possibile quadro genetico della loro condizione, che è trasmissibile ai loro figli, e sulle limitazioni degli attuali metodi disponibili di screening genetico.
Sebbene attualmente non vi siano dati convincenti sul fatto che l’ICSI si associ ad una maggiore, sostanziale, incidenza di malformazioni congenite, non dovremmo trarre la conclusione prematura che essa sia una tecnica esente da rischi. L’ICSI dovrebbe essere applicata con cautela e solo nel caso in cui non sia disponibile un’altra opzione terapeutica.

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