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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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REVIEWS  


Minerva Urologica e Nefrologica 2004 September;56(3):265-77

lingua: Inglese

Emodialisi quotidiana nell’insufficienza renale acuta: vino vecchio nella botte nuova?

Schiffl H. 1,2

1 KfH, Nierenzentrum München-Laim Munich, Germany
2 University of Munich, Munich, Germany


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L’insufficienza renale acuta è una complicazione ricorrente nei pazienti ospedalizzati. Nonostante gli sviluppi della terapia intensiva e della terapia sostitutiva renale, i risultati dell’insufficienza renale acuta rimangono, purtroppo, ancora scarsi. L’alto tasso di mortalità nei pazienti critici con insufficienza renale acuta è collegato, almeno in parte, a fatali complicanze a organi, escluso il rene. Attualmente, non sono state elaborate o validate tecniche specifiche per misurare la dose trasmessa in pazienti con insufficienza renale acuta, sia per l’emodialisi intermittente, sia per le terapie sostituive renali continue. Inoltre, non sono ancora stati definiti gli obiettivi di dosi ottimali o necessarie. I problemi intrinsechi all’insufficienza renale acuta, che limitano l’accuratezza delle misurazioni delle dosi di dialisi utilizzando il modello cinetico dell’urea, comprendono la mancanza di metabolismo ureico, incertezza riguardo al reale volume idrico del paziente e al volume di distribuzione dell’urea e una significativa ricircolazione dell’accesso. La differenza tra la dose di dialisi prescritta e quella fornita in pazienti affetti di insufficienza renale acuta, sottoposti a emodialisi intermittente, può essere uguale o superiore al 20% e la maggior parte dei pazienti affetti da insufficienza renale acuta riceverà dosi inferiori a 1.2, considerate il livello minimo per pazienti con insufficienza renale acuta allo stadio finale sottoposti a dialisi regolare. Inoltre, dati retrospettivi della Cleveland Clinic dimostrano chiaramente l’influenza della somministrazione di urea Kt/V sulla sopravvivenza dei pazienti con grave insufficianza renale. Il nostro gruppo ha valutato prospettivamente gli sviluppi nei pazienti affetti da insufficienza renale acuta sottoposti a emodialisi intermittente giornaliera o a giorni alterni. L’emodialisi giornaliera è stata associata a ridotti episodi ipotensivi correlati alla dialisi, a una riduzione dei tempi e a un più facile decorso verso il recupero della funzione renale e alla significativa diminuzione della mortalità se paragonata alla dialisi convenzionale. Questo articolo evidenzia, inoltre, che i pazienti nel gruppo convenzionale (trattamento standard in Nord America) trattati a giorni alterni per 3 fino a 5 ore sono stati inadeguatamente dializzati, presentando un tasso medio di azoto ureico ematico di 104 mg/dl e maggiori problemi respiratori, sepsi, sanguinamento gastrointestinale o alterazioni dello stato mentale. Per evitare trattamenti dialitici inadeguati, le stime convenzionali del volume idrico totale dovrebbero essere aumentate del fattore 1.2. Le strategie associate ai migliori risultati emersi in pazienti affetti da insufficienza renale acuta dovrebbero mirare a un livello di azoto ureico ematico inferiore a 60 mg/dl con l’emodialisi intermittente. Quest’ultima dovrebbe essere prescritta con frequenza variabile, se necessario con sessioni giornaliere, in pazienti cronici oligurici ipercatabolici o in sovrappeso.

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