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ULTIMO FASCICOLOMINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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REVIEWS  


Minerva Urologica e Nefrologica 2004 Settembre;56(3):223-35

lingua: Inglese

Aggiornamenti sull’accesso vascolare per l’emodialisi

Tordoir J. H. M. 1, Van Der Sande F. M. 2, De Haan M. W. 3

1 Department of Surgery University Hospital Maastricht Maastricht, The Netherlands
2 Department of Nephrology University Hospital Maastricht Maastricht, The Netherlands
3 Department of Radiology University Hospital Maastricht Maastricht, The Netherlands


PDF  ESTRATTI


L’accesso vascolare rappresenta tuttora un problema di importanza fondamentale per i pazienti con insufficienza renale in stadio terminale, sottoposti a trattamento con emodialisi intermittente cronica. A causa del costante aumento del numero dei pazienti che presentano difficoltà nel reperimento di un accesso vascolare, in particolare i pazienti in età avanzata che presentano varie patologie in comorbidità, la necessità di disporre di indicazioni precise ha condotto alla pubblicazione delle linee guida americane ed europee. Da queste ultime si evince che un’adeguata valutazione preoperatoria, seguita dalla creazione di fistole arterovenose autogene, è di gran lunga preferibile rispetto al trapianto. Il mantenimento di un accesso vascolare attraverso il monitoraggio e la revisione elettiva per via percutanea o chirurgica riveste un’importanza fondamentale ai fini del mantenimento della funzionalità del sito di accesso. Nonostante una serie di precauzioni aggiornate per il mantenimento dell’accesso vascolare, diverse complicanze possono minacciare non solo il sito di accesso, ma anche la qualità e l’aspettativa di vita. L’occlusione di natura trombotica rimane tuttora un evento frequente, che determina la compromissione permanente nel 10% delle fistole arterovenose e nel 20% dei trapianti ogni anno. La revisione interventistica (angioplastica transluminale per via percutanea e/o impianto di stent) oppure chirurgica degli accessi vascolari trombizzati presenta una prognosi sovrapponibile, con un’elevata incidenza di nuovi interventi.
La popolazione dei pazienti anziani affetti da diabete mellito con patologia ostruttiva periferica di tipo aterosclerotico presenta un rischio particolarmente elevato di sviluppare un’ischemia dell’arto superiore indotta dall’accesso vascolare. Se questa complicanza non viene trattata con tempestività ed efficacia, si può rendere necessaria una micro o macroamputazione, con conseguente compromissione della qualità della vita.
Inoltre, l’enorme diffusione, nel corso degli ultimi 2 decenni, delle linee di accesso venoso centrale, ha determinato un aumento significativo dell’ostruzione venosa centrale, con la concomitante presenza di patologie e problematiche nel posizionamento di un accesso vascolare a livello delle estremità superiori. In casi simili, l’intervento radiologico rappresenta un’opzione di prima scelta, che relega la ricostruzione chirurgica in un secondo piano.
È evidente che il posizionamento e il mantenimento di un accesso vascolare per l’emodialisi costituiscono oggi una procedura importante e impegnativa. Solamente una gestione aggiornata e di tipo multidisciplinare, con il coinvolgimento di personale infermieristico, nefrologi, radiologi interventisti e chirurghi, consentirà di raggiungere gli obiettivi desiderati.

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