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Rivista di Nefrologia e Urologia

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Periodicità: Bimestrale

ISSN 0393-2249

Online ISSN 1827-1758

 

Minerva Urologica e Nefrologica 2004 Giugno;56(2):99-107

 REVIEWS

Classificazione, epidemiologia e implicazioni della prostatite cronica in Nord America, Europa e Asia

Krieger J. N.

Depart­ment of Urol­o­gy Uni­ver­sity of Wash­ing­ton School of Med­i­cine, Seat­tle, WA, USA

Nel corso dell’ultimo decennio si è assistito a una rinascita nell’interesse e nello sviluppo di nuove promettenti ricerche sulla prostatite cronica e sulle sindromi correlate. Un’importante giustificazione per questo rinnovato entusiasmo è rappresentata dal riconoscimento del fatto che le sindromi della prostatite cronica costituiscono un importante problema sanitario in tutto il mondo. Una 2° motivazione per la rinascita degli interessi di ricerca è fornita dai nuovi dati, che suggeriscono che le sindromi della prostatite cronica possono avere importanti conseguenze a lungo termine. Questo articolo presenta una review della nuova classificazione sindromica della prostatite cronica. Gli Autori hanno concentrato la propria attenzione sugli studi di popolazione che utilizzano definizioni rigorose dei casi clinici, per analizzare varie popolazioni del Nord America, dell’Europa e dell’Asia. Questi studi suggeriscono che le sindromi della prostatite sono patologie frequenti, dal momento che il 2-10% degli uomini adulti lamentano sintomi compatibili con la prostatite cronica almeno una volta nella vita. Approssimativamente il 15% degli uomini manifestano i sintomi della prostatite in un dato momento della loro vita. Anche gli studi preliminari di tipo epidemiologico e di tipo biologico suggeriscono che la prostatite cronica possa essere associata a un aumentato rischio di sviluppare l’iperplasia prostatica benigna e il carcinoma della prostata. Questi risultati sono in accordo con la conclusione che la prostatite cronica costituisca un importante problema sanitario a livello internazionale, il quale merita il riconoscimento di una maggiore priorità da parte dei medici, nonché una più assidua indagine di ricerca clinica e di base. Fino allo scorso decennio, alla prostatite era stata assegnata una bassa priorità da parte dei ricercatori, sia clinici che di base, così come da parte degli epidemiologi. Questa mancanza di interesse giustifica la scarsità dei dati significativi in proposito. Nella sua classica monografia risalente al 1980, il dottor Thomas Stamey, un importante ricercatore, ha sostenuto che «il 50% degli uomini adulti» manifestano i sintomi della prostatite in un dato momento della loro vita. Questa affermazione costituiva la migliore informazione disponibile allora, dal momento che sostanzialmente non esistevano dati epidemiologici di qualche utilità.

lingua: Inglese


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