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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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REVIEWS  


Minerva Urologica e Nefrologica 2003 Marzo;55(1):43-56

lingua: Inglese

Il daclizumab come terapia di induzione nel trapianto di rene e nel trapianto simultaneo di pancreas e rene

Ciancio G., Mattiazzi A., Miller J., Burke G. W.

Division of Transplantation, Department of Surgery, University of Miami School of Medicine, Miami, FL, USA


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La reazione acuta di rigetto rappresenta tuttora uno dei problemi più importanti nel trapianto d’organo e costituisce un significativo fattore di rischio per il rigetto cronico. Il rigetto cronico rappresenta a sua volta una delle più importanti cause di perdita tardiva dell’organo trapiantato. I nuovi farmaci immunosoppressori attualmente impiegati, come il tacrolimo, la rapamicina e il mofetil micofenolato, sono stati sviluppati con la finalità di ridurre la reazione acuta di rigetto e di migliorare la sopravvivenza dell’allotrapianto renale. Più recentemente, sono stati sintetizzati anticorpi diretti contro antigeni umani, di tipo monoclonale o policlonale, per l’utilizzo come terapia di induzione al momento del trapianto oppure per trattare il rigetto. Il daclizumab, un nuovo anticorpo monoclonale realizzato mediante tecniche di ingegneria molecolare a partire dalle immunoglobuline umane e diretto contro la subunità α del recettore per l’interleuchina-2, è stato approvato per la prevenzione della reazione acuta di rigetto dopo trapianto di organo solido. I dati ottenuti dalle sperimentazioni cliniche mostrano che il daclizumab è ben tollerato nel trapianto di organo solido. Questo nuovo agente inoltre non determina un aumento dell’incidenza di infezioni, inclusa l’infezione da citomegalovirus.

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