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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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REVIEWS  


Minerva Urologica e Nefrologica 2002 Dicembre;54(4):213-26

lingua: Inglese

Trapianto di pancreas e trapianto combinato di pancreas e rene

Becker B. N. 1, Becker Y. T. 2, Odorico J. S. 2, Pirsch J. D. 2, Sollinger H. W. 2

1 Division of Nephrology, Department of Medicine and 2 Division of Transplantation Department of Surgery, University of Wisconsin Madison, WI, USA


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Attualmente il metodo migliore per assicurare una normoglicemia costante nei pazienti con diabete tipo 1 è rappresentato dalla sostituzione del pancreas, ottenibile, ad esempio, con il trapianto dell’intero pancreas. Il trapianto di pancreas, sia isolato che associato a quello di rene, inizialmente inteso a migliorare il controllo metabolico o la qualità di vita dei pazienti, rappresenta oggi un efficace trattamento per correggere o minimizzare le alterazioni metaboliche e le complicazioni conseguenti al diabete tipo 1 e per estendere eventualmente la durata della vita dei pazienti affetti da diabete tipo 1 e portatori delle plurime patologie ad esso associate. I pazienti candidati al trapianto isolato di pancreas o a quello combinato di pancreas e rene devono soddisfare numerose condizioni prima di essere sottoposti all’intervento e ricevere un organo giudicato compatibile. Dopo il trapianto, i pazienti non debbono più fare ricorso alla terapia insulinica, ma possono andare incontro alle complicanze mediche proprie dei trapiantati, come le affezioni cardiovascolari o l’ipertensione arteriosa, oppure sviluppare le complicanze caratteristiche del trapianto di pancreas o di pancreas e rene. Attualmente appaiono sempre più evidenti i vantaggi offerti da questo tipo di trapianto, in quanto i progressi registrati nelle tecniche chirurgiche e nella terapia immunosoppressiva hanno elevato il numero di organi trapiantati lungo-sopravviventi e normo-funzionanti. Ne consegue che il trapianto di pancreas può essere considerato alla stregua di un progresso terapeutico nel diabete tipo 1. Esso è in grado di migliorare la sopravvivenza dei pazienti e limitare molte delle complicazioni conseguenti al diabete nonché di migliorare la qualità della vita, specie nei pazienti affetti da complicanze secondarie alla nefropatia diabetica.

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