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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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REVIEWS  


Minerva Urologica e Nefrologica 2002 March;54(1):37-43

lingua: Inglese

L’ipertensione nella insufficienza renale cronica

Appleby C., Foley R. N.

From the Directorate of Renal Medicine Hope Hospital Salford Royal Hospitals NHS Trust Salford, United Kingdom


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L’insufficienza renale cronica è una malattia frequente. Recenti studi condotti negli Stati Uniti dimostrano che un individuo su 10 ha un elevato livello sierico di creatinina. L’ipertensione e le malattie renali sono intimamente connesse a vari livelli e accelerano reciprocamente il decorso clinico. L’ipertensione è una delle cause universalmente riconosciute di insufficienza renale cronica, in un gruppo di pazienti ad elevato rischio cardiovascolare. Sorprendentemente, i più recenti studi osservazionali, hanno dimostrato una associazione tra bassi livelli di pressione arteriosa ed incremento dei tassi di mortalità, un risultato che può ingenerare un nichilismo terapeutico in assenza di ampi trial clinici randomizzati. Questa osservazione può essere legata a un rapporto inverso di causalità in quanto l’età e la comorbilità nei pazienti con insufficienza renale cronica sono considerevoli. In caso di ipertrofia ventricolare sinistra progressiva, malattia cardiaca ischemica e insufficienza cardiaca congestizia, si possono osservare delle associazioni più prevedibili e attese, fra l’aumento della pressione arteriosa e il grado di severità della malattia. L’uremia sembra essere uno stato di prematura senescenza, e la rigidità arteriosa, il cui corollario clinico è una pressione pulsatoria ampia, è un elemento caratteristico. Recenti studi osservazionali, hanno valutato la pressione pulsatoria, piuttosto che il tradizionale approccio dell’analisi dei suoi componenti, la pressione diastolica e sistolica, separatamente. Un’elevata pressione pulsatoria sembra essere un marker di sopravvivenza a breve termine nei soggetti in dialisi, ma svincolare questa associazione dall’età avanzata e da condizioni cardiovascolari preesistenti, rappresenta una sfida. Sembra impossibile, ma purtroppo non sono ancora stati intrapresi studi clinici randomizzati controllati su larga scala che valutino strategie terapeutiche in grado di affrontare il problema dell’ipertensione nei pazienti in dialisi.

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