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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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REVIEW  


Minerva Urologica e Nefrologica 2001 December;53(4):211-9

lingua: Inglese

Fattori prognostici non tradizionali nel carcinoma renale convenzionale dell’uomo.

Cindolo L., Cantile M. *, Galasso R., Marsicano M., Napodano G., Altieri V.

From the Università degli Studi di Napoli «Federico II» - Napoli Clinica Urologica *Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale


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La valutazione dei fattori prognostici è un momento fondamentale nella valutazione dei pazienti da carcinoma renale primitivo. Fintanto che i principali meccanismi biologici dei carcinomi renali rimangono sconosciuti, sarà impossibile ottenere un accurato giudizio prognostico. La classificazione TNM è stata da sempre la più importante fonte di informazione. Ciò nonostante, numerosi studi recenti hanno valutato il valore prognostico di marcatori sierologici e cellulari. Lo scopo del nostro studio, è di identificare quei marcatori che dimostrano una affidabilità statistica e che possono essere celati nella pratica clinica. Abbiamo condotto una ricerca sui lavori pubblicati da gennaio 1997 ad aprile 2000 su Medline, per identificare i potenziali fattori prognostici non tradizionali nei pazienti affetti da carcinoma cellulare renale, usando come parola chiave «prognosi e carcinoma renale a cellule chiare».
Abbiamo inoltre considerato gli articoli citati nella bibliografia dei primi manoscritti selezionati.
L’analisi dei marcatori cellulari e sierici non ha permesso di identificare fattori specifici affidabili, indipendenti, facili da dosare, diffusamente utili e le cui informazioni fossero ripetibili. I fattori prognostici comunemente impiegati (stadiazione, grading, isotipo, condizioni cliniche del paziente, anemia, modalità di presentazione, ecc.) rappresentano gli unici elementi utili dopo il tempo chirurgico nei pazienti affetti da RCC. Tra i fattori prognostici sierici, la PCR e la ferritina giocano un ruolo cruciale. Queste proteine si dimostrano ideali nel monitoraggio della malattia nel tempo, soprattutto per la facilità di esecuzione del loro dosaggio e la ripetibilità dei campioni. Tra i marcatori cellulari di RCC, l’indice di proliferazione cellulare, sembra promettere per la sua affidabilità e riproducibilità, il semplice dosaggio e l’elevato numero di campioni testati. I dati della Letteratura suggeriscono che il marcatore cellulare ideale non è ancora stato identificato. Tuttavia, la proteina C-reattiva, la ferritina e gli indici di proliferazione cellulare (Ki67 e AgNOR) sembrano essere al momento i migliori strumenti prognostici. Per confermare i risultati ottenuti e per poter utilizzare i marcatori biomolecolari su base routinaria, saranno necessari ulteriori studi su serie chirurgiche più ampie.
Il miglioramento delle apparecchiature e la riduzione dei costi, rappresentano inoltre una tappa fondamentale per l’identificazione di marcatori prognostici efficaci nell’RCC.

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