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Rivista di Nefrologia e Urologia

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Periodicità: Bimestrale

ISSN 0393-2249

Online ISSN 1827-1758

 

Minerva Urologica e Nefrologica 2001 Giugno;53(2):99-103

 ARTICOLI ORIGINALI

Cripto-ipospadia. Approccio chirurgico e risultati a distanza

Dipaola G., Camoglio F. S., Bianchi S., Cervellione R. M., Giacomello L., Chironi C., Ottolenghi A.

Policlinico «G. B. Rossi» - Verona Chirurgia Pediatrica

Obiettivo. La cripto-ipospadia rappresenta una rara anomalia morfologica del pene in grado di interferire con la funzione sessuale. Premesso che in linea di massima i pazienti con pseudo-ipospadia necessitano di correzione chirurgica, in questo lavoro si è inteso valutare l’efficacia delle tecniche usualmente utilizzate in questa patologia.
Metodi. Gli Autori analizzano i risultati chirurgici ottenuti in 34 pazienti che presentavano vari gradi di curvatura ventrale o laterale del pene in erezione e che sono stati operati presso la nostra struttura nel corso degli ultimi 22 anni. Ventinove soggetti si sono presentati per il follow-up; di questi solo 13 avevano raggiunto la maggiore età.
Risultati. Le forme meno rilevanti di cripto-ipospadia (tipo III di Horton-Devine e le deviazioni laterali del pene) hanno tratto beneficio da interventi minori (plastiche cutanee e plicature dell’albuginea peniena controlaterale) e sono state corrette con un unico intervento. Le forme più gravi di cripto-ipospadia — laddove l’ipoplasia interessa variamente la spongiosa, la fascia di Buck e il dartos (tipo I e tipo II di Horton-Devine) —, sottoposte ad un tempo complementare di mobilizzazione estesa uretrale o occasionalmente di uretroplastica, hanno presentato una curvatura residua persistente in età adulta in circa 1/3 dei casi.
Conclusioni. Gli Autori auspicano un approccio chirurgico più aggressivo (uretroplastica e/o patch sull’albuginea ventrale come alternativa alla mobilizzazione uretrale) nei portatori di difetti più pronunciati.

lingua: Italiano


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