Home > Riviste > Minerva Urologica e Nefrologica > Fascicoli precedenti > Minerva Urologica e Nefrologica 2000 December;52(4) > Minerva Urologica e Nefrologica 2000 December;52(4):195-9

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,536


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Urologica e Nefrologica 2000 December;52(4):195-9

lingua: Inglese, Italiano

L’uso dello stent ureterale JJ di piccolo calibro e con valvola antireflusso per l’anastomosi uretero-vescicale nel trapianto renale

Lasaponara F., Catti M., Morabito F., Volpe A., Manassero F., Ferrando U.

From the Dipartimento di Nefro-Urologia, UOA Urologia, Ospedale San Giovanni Battista - Torino (Dirigente Medico I livello Dott. Ugo Ferrando)


PDF  


Obiettivo. Riportiamo la nostra esperienza sull’uso routinario dello stent ureterale JJ di piccolo calibro con valvola antireflusso nel confezionamento dell’anastomosi uretero-vescicale durante il trapianto renale.
Metodi. In fase di trapianto renale siamo soliti eseguire una ureterocistoneostomia con tecnica antireflusso secondo Lich-Gregoir. In passato l’anastomosi uretero-vescicale veniva protetta tramite intubazione solo in casi particolari; dall’aprile 1998 abbiamo iniziato ad utilizzare routinariamente stent ureterali JJ pediatrici 4,8 Ch di 12 cm di lunghezza e dotati di valvola antireflusso a membrana. Il catetere vescicale è stato di solito rimosso in 6a-7a giornata, mentre lo stent ureterale a distanza di 40-60 giorni dal trapianto.
Risultati. Nelle 129 anastomosi eseguite sinora abbiamo lamentato un solo caso di deiscenza precoce dell’anastomosi (unilaterale in corso di doppio trapianto) e due casi di migrazione tardiva dello stent nel lume vescicale. I controlli dopo rimozione dello stent non hanno evidenziato alterazioni dello svuotamento dell’alta via escretrice, né stenosi a livello anastomotico.
Conclusioni. L’uso routinario dello stent JJ pediatrico con valvola antireflusso è stato determinante nel ridurre drasticamente le complicanze urologiche immediate nel post trapianto renale. Inoltre, il rischio di reflusso vescico-uretero-renale risulta nettamente ridotto, in virtù della più rapida ripresa della fisiologica peristalsi ureterale promossa dallo stent di calibro ridotto, della presenza della valvola antireflusso e della stessa tecnica chirurgica utilizzata per l’anastomosi che garantisce un meccanismo antireflusso simile a quello fisiologico. Questi fattori hanno consentito la precoce ripresa funzionale dei reni trapiantati, garantendoci ottimi risultati dal punto di vista nefrologico ed urologico.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail