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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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  XVI CONGRESSO DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI NEFROLOGIA SEZIONE PIEMONTE-VALLE D’AOSTA
Castello di Rivoli, Rivoli (TO) 10 ottobre 1998


Minerva Urologica e Nefrologica 2000 Settembre;52(3):155-62

lingua: Italiano

La sicurezza in sala dialisi (Il rischio biologico)

Cusinato S., Agliata S., Fortina F., Ragazzoni E., Pagani E. *, Felappi A. **, Bacchetta B. ***, Cavagnino A.

Presidio Ospedaliero - Borgomanero (Novara) Divisione di Nefrologia e Dialisi
*Laboratorio Analisi
**Direzione Sanitaria
***ICI ASSL 13 - Novara


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La ricerca della qualità in campo sanitario non può dirimere dalla sicurezza di operatori ed utenti secondo i parametri ben definiti dalla 626. In questo lavoro fa una valutazione preliminare degli infortuni della nostra ASL costituita da tre presidi ospedalieri, 600 posti letto 1.800 dipendenti. Gli infortuni denunciati sono stati 172. Tra gli operatori le percentuali sono così distribuite: nel 73% degli infortuni coinvolti gli infermieri: nel 9% i medici e nell’1% il personale amministrativo.
Il rischio più importante in sala dialisi risulta essere quello biologico (attraverso ferite accidentali da taglio o punta che rappresentano ben il 67% degli infortuni denunciati) e vede coinvolti quali serbatoi patogeni l’uomo (malati e personale), monitors ed ambiente.
I germi più frequentemente isolati sono l’E. coli e lo Pseudomonas. È stato di mostrato che la prevenzione passa soprattutto attraverso l’accuratezza delle procedure.
Il rischio epatite C è quello non ancora risolto, anche secondo quanto affermato in una review riportata nel lavoro. Il rischio HIV è quello che più spaventa anche se solo 0.2% dopo esposizione rispetto al 15-36 per HbsAg.
Il rispetto delle norme universali di prevenzione e le procedure postesposizione sono adeguate garanzie di prevenzione.

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