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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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  XVI CONGRESSO DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI NEFROLOGIA SEZIONE PIEMONTE-VALLE D’AOSTA
Castello di Rivoli, Rivoli (TO) 10 ottobre 1998


Minerva Urologica e Nefrologica 2000 Settembre;52(3):119-22

lingua: Italiano

L’insufficienza renale acuta da ateroembolismo colesterinico

Boero R., Borca M., Iadarola G. M., Rollino C., Pignataro A., Alfieri V., Ballario R., Quarello F.

A.S.L. 4 - Ospedale Giovanni Bosco - Torino Divisione di Nefrologia e Dialisi


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Obiettivo. Descrivere gli aspetti clinici dell’insufficienza renale (IR) in corso di ateroembolismo colesterinico (AEC).
Metodi. È stato eseguito uno studio osservazionale sui 22 casi (19 maschi, età media 68 anni, range 52-83 anni) di IR da AEC osservati consecutivamente dal 1992 al settembre 1998 presso una divisione ospedaliera di nefrologia e dialisi.
Risultati. Il quadro clinico era caratterizzato da IR acuta o rapidamente progressiva associata a ischemia dei piedi e/o a livedo reticularis cutanea in 13/22 casi (59%); in 7/22 casi (32%) da IR progressiva; in 6/22 casi (27%) era presente un coinvolgimento addominale; in due casi (9%) era evidente la presenza di emboli in un ramo dell’arteria retinica; in due (9%) vi era un coinvolgimento del sistema nervoso centrale e in altri due (9%) del sistema nervoso periferico. In 7 casi (32%) l’AEC era spontaneo, mentre in 15 (68%) provocato: 8 pazienti (36%) erano stati sottoposti a manovre di radiologia invasiva o interventistica; 4 (18%) erano stati sottoposti a interventi cardio-chirurgici o vascolari; 3 (14%) a terapia trombolitica o anticoagulante. L’intervallo tra l’evento considerato scatenante e la comparsa dei segni o sintomi dell’ateroembolismo era compreso tra poche ore e 60 giorni. In 11 casi (50%) è stato necessario il ricorso alla dialisi, successivamente sospesa in 4 (36%), dopo un periodo mediano di 30 giorni, variabile da 10 a 690. Il periodo di osservazione mediano è stato di 2,5 mesi, variabile da 2 giorni a 68 mesi. La mortalità complessiva è stata del 50%.
Conclusioni. L’ateroembolismo è causa di insufficienza renale associata a elevata mortalità, la cui prevenzione richiede grande sensibilità e attenzione da parte di tutti i medici coinvolti nell’assistenza ai pazienti con gravi lesioni aterosclerotiche.

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