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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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  XVI CONGRESSO DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI NEFROLOGIA SEZIONE PIEMONTE-VALLE D’AOSTA
Castello di Rivoli, Rivoli (TO) 10 ottobre 1998


Minerva Urologica e Nefrologica 2000 Settembre;52(3):101-5

lingua: Italiano

Insufficienza renale acuta (Osservazioni epidemiologiche nella Regione Piemonte)

Dogliani M., Fidelio T., Damiani D., Cattaneo C., Frezza R. *, Andrini R. **

Azienda Sanitaria Locale n. 6 - Ciriè (TO) ** CSI Piemonte UOA Nefrologia e Dialisi Ufficio Gestione Risorse * Unità Operativa non autonoma Controllo di Gestione


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Obiettivo. Valutazione della incidenza di Insuffi-cienza Renale Acuta necessitante la Dialisi (Acute Renal Failure Dialysis treated – ARFD), nella Regione Piemonte (4.500.000 abitanti), nel 1997 e valutazione dell’utilizzo del sistema ICD 9 CM per la classificazione dei vari tipi di Insufficienza renale acuta (Acute Renal Failure = ARF) nella compilazione delle schede di dimissione ospedaliera (SDO).
Metodi. È stato utilizzato il Registro Piemontese di Dialisi e Trapianto, per la ricerca degli episodi di ARFD. Sono stato consultate le SDO con i codici ICD 9 CM riguardanti la ARF (584,5,6,7,8,9- 997.5- 958.5- 788.9- 634.3-639,3-669.3) per la ricerca degli episodi di ARF sia come diagnosi principali che come diagnosi secondarie.
Risultati. Gli episodi di ARFD segnalati sul registro sono stati 646, pari a 142 per milione per anno.
Gli episodi di ARE rilevati dalle SDO nel 1997 sono risultati 830, il che deporrebbe per una incidenza di 184 episodi per milione di abitanti. Dalle SDO non è stato possibile rilevare i casi di ARFD.
Conclusioni. Per quanto concerne l’incidenza di ARFD, i dati raccolti dal Registro Piemontese nel 1997 potrebbero indicare un trattamento ottimale nefrologico. Essi infatti evidenziano che tutte le ARF gravi (Crs > 5 mg%) hanno potuto essere trattate con metodiche sostitutive. L’interpretazione del numero di ARFD relativamente elevato rispetto ad altre casistiche europee, necessita comunque di ulteriore valutazione.
Dai dati rilevati dalle SDO pare potersi concludere che, nel 1997 in Piemonte, il sistema di codifica ICD 9 CM non ha permesso di rilevare con sicurezza la incidenza di ARF a causa della molteplicità dei codici esistenti e della scarsa specificazione per l’uso.

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