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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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NOTE DI TERAPIA  


Minerva Urologica e Nefrologica 2000 June;52(2):87-92

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lingua: Italiano

Farmaci per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna

Caprino L.

Università degli Studi «La Sapienza» - Roma Dipartimento di Fisiologia Umana e Farmacologia


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L’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB) si manifesta usualmente nei maschi a partire dal 45-50° anno di età e progressivamente interessa il 75% della popolazione maschile di età superiore a 75 anni. Le manifestazioni cliniche dell’IPB sono correlate primariamente ad ostruzione del getto urinario derivanti dall’ingrossamento (componente meccanica) della ghiandola prostatica e dall’attivazione simpatica -intrinseca ed estrinseca- degli alfa-adrenocettori (componente dinamica) presenti nel tessuto muscolare prostatico, nell’uretra prostatica e nella base e collo della vescica.
Diversi farmaci sono stati impiegati negli ultimi decenni: gli analoghi dell’LHRH (Leuprorelina e Goserelina) che possono ridurre la produzione testicolare di androgeni con riduzione del volume prostatico; Serenoa repens per la sua attività anti-androgena ed anti-estrogena; la Finasteride (inibitore della 5-alfa-reduttasi) che blocca la conversione del testosterone nel più attivo diidrotestosterone. In ultimo, i farmaci alfa1 bloccanti (Terazosina, Doxazosina, Tamsulosina) che migliorano la sintomatologia urinaria agendo sulla componente dinamica. I miglioramenti clinici derivano dalla loro azione antagonista sugli adrenorecettori alfa1 che mediano la contrazione della prostata, dell’uretra prossimale, della base e del collo della vescica, con conseguente riduzione della pressione uretrale, della resistenza minzionale ed aumento del flusso urinario. La Terazosina, alfa1 bloccante, appare essere, per le sue proprietà farmacodinamiche e farmacocinetiche e per i risultati clinici ottenuti, particolarmente utile per il trattamento di pazienti con lieve-moderata sintomatologia da IPB.

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