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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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CASI CLINICI  


Minerva Urologica e Nefrologica 2000 June;52(2):77-9

lingua: Italiano

Angiomixoma superficiale dell’epididimo (Pre-sentazione di un nuovo caso e considerazioni cliniche)

Vella R., Calleri D.

Azienda Ospedaliera S. Giovanni Battista - Torino Divisione Universitaria di Patologia Urologica (Direttore: Prof. A. Tizzani)


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Gli angiomixomi sono neoplasie dei tessuti molli associati ad un alto rischio di recidiva locale ma assenza di potenzialità metastatiche. Questi tumori si riscontrano quasi esclusivamente nella pelvi e nel perineo di donne adulte. Sono stati identificati tre tipi: angiomixoma aggressivo, angiomiofibroblastoma, e angiomixoma superficiale. Istologicamente, l’angiomixoma aggressivo è caratterizzato dalla proliferazione di cellule di forma stellata o fusiforme separate da uno stroma mixoide nel quale è dispersa una predominante componente vascolare.
L’angiomiofibroblastoma condivide molte caratteristiche istologiche con l’angiomixoma aggressivo; tuttavia, la presenza di bordi ben delineati e cellule epitelioidi rotondeggianti prevalentemente perivascolari generalmente permettono la distinzione dall’angiomixoma aggressivo. L’angiomixoma superficiale può essere differenziato dall’angiomixoma aggressivo e dall’angiomiofibroblastoma per la crescita multinodulare, l’abbondante mucina stromale, la bassa cellularità, e la mancanza di distribuzione perivascolare delle cellule stromali. Riportiamo il caso di uomo di 50 anni affetto da angiomixoma superficiale dell’epididimo. Il paziente fu sottoposto ad intervento esplorativo testicolare ed escissione del tumore. La lesione si presentava soffice al tatto, di consistenza gelatinosa e non infiltrante le strutture adiacenti. L’esame citologico rivelò bassa cellularità ed abbondante mucina stromale. I nuclei mostravano cromatina finemente disposta. La ricca componente vascolare era caratterizzata da vasi a pareti sottili. Le cellule neoplastiche erano immunoistochimicamente negative alla colorazione con gli anticorpi antiactina ed antidesmina. In accordo alla tendenza di questi tumori di recidivare localmente, il trattamento dovrebbe consistere in un’ampia escissione chirurgica, più completa quanto tecnicamente possibile.

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