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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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Minerva Urologica e Nefrologica 2000 March;52(1):17-28

lingua: Italiano

Trattamento endourologico del carcinoma a cellule transizionali delle alte vie urinarie

Lancini V., Liatsikos E. N., Bernardo N. O., Dinlenc C. Z., Kapoor R., Smith A. D.

Long Island Jewish Medical Center New Hyde Park, New York, USA Albert Einstein College of Medicine Department of Urology


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La nefroureterectomia con asportazione di un tassello di vescica è stato il trattamento standard per i carcinomi a cellule transizionali delle alte vie urinarie.
L’andamento meno aggressivo (Grado I, II, Ta, T1) di più del 50% dell’82% dei tumori delle alte vie urinarie trattati con una nefroureterectomia nelle varie casistiche in associazione con l’introduzione di sofisticate tecniche endourologiche hanno permesso in selezionate situazioni di utilizzare un approccio conservativo ureteroscopico o percutaneo.
Riserviamo l’approccio ureteroscopico per i tumori ureterali e per piccole neoplasie della pelvi renale (<1,5 cm) mentre trattiamo i tumori multipli e di grosse dimensioni della pelvi renale con l’ approccio percutaneo.
In 14 anni 64 pazienti con carcinoma a cellule transizionali delle alte vie urinarie sono stati trattati percutaneamente nel nostro dipartimento presso il Long Island Jewish Medical Center, 15 soggetti (23,5%) erano portatori di tumori di gradi I, 26 (40,6%) di grado II e 23 (35,9%) di grado III e IV.
Dopo un follow-up medio di 51 mesi i soggetti sottoposti a trattamento percutaneo hanno avuto una sopravvivenza tumore specifica dell’85,6%, 100% per i GI, 96,1% per i GII e 60,8% per i GIII.
Ricorrenza tumorale fu osservata nel 20% per i GI, nel 26,9% per i GII e del 56,5% per i GIII.
In conclusione, eseguendo un rigoroso follow-up, i tumori a cellule transizionali delle alte vie urinarie di basso e medio grado (GI, GII, Ta, T1) possono essere trattati endoscopicamente anche in pazienti con il rene controlaterale normale, con bassa morbidità ed efficacia a lungo termine comparabile alla nefroureterectomia.
Il trattamento endourologico conservativo di prima scelta per i tumori GIII non è raccomandato. L’utilizzo dell’endoscopia può ancora essere proposto quando vengono riscontrati i fattori prognostici positivi per i Ta (quali l’assenza di carcinoma in situ, presenza di diploidia, tumore singolo, bassa espressione della proteina p53) e in pazienti portatori di rene solitario, insufficienza renale cronica o con alto rischio chirurgico per i T1.
Ai pazienti con stadi T2 e T3 dovrebbe essere proposta una nefroureterectomia.

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