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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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Minerva Urologica e Nefrologica 1999 September;51(3):181-5

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Cateterismo «classico» vs autolubrificante per chemioterapia endovescicale (Esperienza preliminare)

Cindolo L., Rega A., Marsicano M., Ginestra A., Guadagno V., Altieri V.

Azienda Universitaria Policlinico - Napoli, Clinica Urologica


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Obiettivo. Scopo dello studio è accertare la frequenza delle infezioni delle vie urinarie (IVU) dopo ogni cateterizzazione per instillazione confrontando due sistemi di cateterismo: classico e cateterismo con dispositivi autolubrificanti EasiCath Coloplat®.
Metodi. Sono stati studiati 22 pazienti (6 donne e 18 uomini) di età compresa tra i 53 e i 78 anni per il periodo in cui sono stati sottoposti a chemioterapia endocavitaria (da 4 a 48 settimane). Sono state eseguite 139 instillazioni utilizzando sonde di Nelaton Ch 14 o 12 lubrificate con gel a base di lidocaina, neomicina e fluocinolone (sistema «classico». D’altra parte abbiamo trattato 135 pazienti con cateteri autolubrificanti Ch 14 o 12, secondo le istruzioni della casa produttrice. È stato valutato, pertanto, un totale di 274 cateterismi con l’esame delle urine ed urinocoltura con eventuale antiobiogramma eseguiti a 48 ore dall’instillazione. I pazienti sono, inoltre, stati esaminati con scheda di valutazione visuoanalogica a 5 punti in merito alla disuria post-instillazione.
Risultati. È stata riscontrata una frequenza di IVU pari al 7,19% (10/139) nei pazienti cateterizzati con metodica «classica». Il patogeno più comune è stato E. coli (7/10) Nel gruppo cateterizzato con dispositivi autolubrificanti la frequenza di IVU è del 2,96% (4/135). Gli agenti patogeni riscontrati, oltre all’E. coli (2/4), sono stati la Klebsiella e l’Enterobacter.
Tutti i pazienti con infezione sono stati trattati con antibioticoterapia mirata orientata dall’antibiogramma.
Conclusioni. Maggiore comfort e tollerabilità è stata osservata nella popolazione sottoposta a cateterismo con con autolubrificanti rispetto a quella trattata con cateterismo classico; minore è stata la disuria post-cateterismo. I dati da noi riportati sembrano indicare una maggiore sicurezza e maneggevolezza dei dispositivi autolubrificanti rispetto alla cateterizzazione classica. I lubrificanti anestetico/antibiotici comunemente usati presentano effetti batteriostatici importanti che riducono l’efficacia dell’immunoterapia con BCG.

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