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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Urologica e Nefrologica 1999 Settembre;51(3):143-8

lingua: Italiano

Pressione arteriosa/24 h in diabetici insulino-dipendenti e non insulino-dipendenti con conservata funzione renale

Cusaro C. 1, Zamboni G. 1, Chiarinotti D. 1, Cadario F. 2, Allochis G. 3, Fortina A. 4, Verzetti G. 1

1 Azienda Ospedaliera «Maggiore della Carità» - Novara
2 Clinica Pediatrica
3 Divisione di Nefrologia e Dialisi ed Endocrinologia
4 Laboratorio Analisi Chimico-Cliniche


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Obiettivo. Scopo dello studio è stato quello di valutare il comportamento della pressione arteriosa (PA) sistolica (S) e diastolica (D)/24 h in un gruppo di diabetici, IDDM e NIDDM, con conservata funzione renale.
Metodi. Sono stati esaminati 65 diabetici, (età 39,1±23,3), 33 IDDM (età 18,2±7,5; anni di diabete: 5,8±4,9) e 32 NIDDM (età 60,7±11,4; anni di diabete: 7,2±7,5). In tutti è stato calcolato il BMI e sono stati determinati la clearance della creatinina, l’emoglobina glicata, la colesterolemia totale e HDL, la trigliceridemia, la glicemia media, la microalbuminuria. La misurazione della PA è stata condotta con monitoraggio 24 h (periodicità 15’), utilizzando un misuratore TakedaTM 2420. Le caratteristiche cronobiologiche della PA sono state analizzate statisticamente con il metodo del cosinor secondo Halberg, esaminando se vi era o meno un ritmo pressorio circadiano (RCP), (p<0,05) e le sue caratteristiche rappresentate dal mesor, dall’ampiezza e dall’acrofase. Inoltre i pazienti sono stati sottoposti a dieta con introito fisso di sodio (130 mEq/dì), e successivamente sono stati prelevati (ogni 4 h) renina (R), aldosterone (Al) e fattore natriuretico atriale (FNA), analizzati anch’essi con il metodo del cosinor. Non era nostra intenzione confrontare le due popolazioni, non omogenee tra loro e che non differivano solo per gli anni di diabete, ma studiarne il comportamento pressorio, il ritmo, l’assetto degli ormoni indicati per possibili collegamenti patogenetici.
Risultati. I NIDDM presentano valori pressori più elevati (PAS 134,2±3,5 e PAD 80,9±2 mmHg) rispetto agli IDDM (PAS 116,6±2,1 e PAD 66,4±1,7 mmHg) pur in un ambito di sostanziale normalità. L’acrofase era nelle ore del mezzogiorno per i NIDDM (PAS 11:25’; PAD 12:06’) e nelle prime ore pomeridiane per gli IDDM (PAS 14:15’; PAD 14:06’). Analizzando l’andamento della PA nei singoli casi, si ha il 70% degli IDDM con RCP presente ed il 30% con RCP assente, mentre i NIDDM presentano la scomparsa del ritmo nel 44% e la sua persistenza nel 56%. Gli IDDM senza RCP differivano da quelli con RCP per più elevati anni di diabete (p<0,001), peso corporeo (p<0,02), BMI (p<0,01) e trigliceridemia (p<0,05), per PAS e PAD (p<0,001) a più alti livelli e per una maggiore concentrazione di FNA (p<0,05). Lo stesso confronto è stato compiuto nei NIDDM. I pazienti senza RCP sono risultati più anziani (p<0,025), avevano PAS (p<0,025) e PAD (p<0,001) con valori maggiori ed ancora un FNA maggiormente attivato (p<0,001).
Conclusioni. L’anomalia ormonale potrebbe essere riconducibile ad una ridotta escrezione sodica con conseguente espansione del volume extracellulare dovuta all’azione antinatriuretica dell’insulina, di frequente riscontro a livelli plasmatici elevati, particolarmente nei NIDDM.

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