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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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ARTICOLI ORIGINALI  UROLOGIA


Minerva Urologica e Nefrologica 1999 June;51(2):95-101

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lingua: Italiano

Risultati a lungo termine sulle recidive e mortalità negli uroteliomi superficiali della vescica sottoposti a chemioterapia endovescicale

Ferraris V., Serao A., Buffa G.

Ospedale Santo Spirito - Casale Monferrato (AL), Divisione di Urologia


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Obiettivo. Valutare come la storia naturale dei tumori superficiali della vescica sia modificata dalla chemioterapia endovescicale e se il comportamento dei tumori trattati con chemioterapia permetta di prevedere la successiva evoluzione tumorale.
Metodi. 125 pazienti affetti da urotelioma superficiale della vescica Ta e T1 furono sottoposti a resezione transuretrale (TURB) completa e successiva chemioterapia aggiuntiva per la durata di 1 anno. Il follow-up medio è di 92,2±39,8 mesi e tutti i pazienti sono stati osservati per almeno 4 anni.
Risultati. L’efficacia del trattamento è risultata in accordo con la letteratura: la mediana di recidiva è stata stimata verso il 10° anno (aumento dell’intervallo libero); dopo 14 anni di follow-up la percentuale stimata di pazienti liberi da recidiva è 35±19,9 mentre quella di sopravvivenza specifica è 87,1±11,8 (inefficacia nel lungo periodo); la percentuale di morti correlate al tumore è di 10,4 (inefficacia nell’evitare la progressione). Rispetto ai fattori clinici di rischio presenti all’esordio è risultata una significatività per i T1 che hanno recidivato nel 56,6% dei casi contro il 30,9% nei Ta (p=0,012) e per i multipli che hanno recidivato nel 64,4% dei casi contro il 38,7% dei singoli (p=0,009). Fattori di rischio interessanti per la successiva evoluzione della malattia sono risultati il tempo e lo categoria T della prima recidiva. Infatti nel sottogruppo dei 47 pazienti T1 all’esordio che ebbero una recidiva, è stato registrato il 43,4% di morti correlate al tumore se la recidiva è avvenuta entro il primo anno di follow-up mentre solo il 12,5% se la recidiva è occorsa dopo il primo anno (p=0,017); in più il 61,9% dei pazienti «non Ta» (T1 o Tis) alla prima recidiva sono morti di tumore ma nessuno se la prima recidiva è stata Ta (p=0,000).
Conclusioni. La chemioterapia endovescicale appare tuttora raccomandabile essendo in grado di aumentare l’intervallo libero da recidiva dopo TURB; in più può offrire anche un utile criterio per individuare i pazienti affetti da tumori chemioresistenti che risultano quelli a più alto rischio di progressione.

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