Home > Riviste > Minerva Urologica e Nefrologica > Fascicoli precedenti > Minerva Urologica e Nefrologica 1999 June;51(2) > Minerva Urologica e Nefrologica 1999 June;51(2):75-8

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,536


eTOC

 

  NEFROLOGIA
XV CONGRESSO DELLA SOCIETA' ITALIANA DI NEFROLOGIA SEZIONE PIEMONTE-VALLE D'AOSTA
(Verbania, 4 ottobre 1997)


Minerva Urologica e Nefrologica 1999 June;51(2):75-8

lingua: Italiano

La dialisi nell’anziano (Indicazioni ed efficacia dell’emodialisi)

Manes M., Paternoster G., Alloatti S.

Ospedale Regionale Valle d’Aosta - Aosta, Servizio di Nefrologia e Dialisi


PDF  


Riassunto
In Italia, come in tutta la società occidentale, la speranza di vita è pressoché raddoppiata; ciò comporta importanti implicazioni da un punto di vista sanitario anche nel settore della dialisi. Si sta, infatti, progressivamente modificando la tipologia tipica del paziente dializzato con un notevole aumento percentuale di pazienti ultrassessantacinquenni. Le cause di questo fenomeno sono diverse, in parte legate all’aumento delle patologie croniche tipiche della terza età, (diabete e patologie ischemico-vascolari), in parte all’ampliamento dei criteri di accettazione e alla prevenzione più efficace. Pur in presenza di risposte cliniche spesso favorevoli, anche in casi compromessi, legate ad un atteggiamento psicologico positivo da parte dell’anziano e alla facilità di raggiungimento di dosi dialitiche elevate, esistono aspetti sfavorevoli, come l’ipotensione intradialitica o le difficoltà di allestimento dell’accesso vascolare, che non devono rappresentare, tuttavia, delle limitazioni a priori ma richiedono piuttosto una personalizzazione accurata del trattamento e in casi selezionati l’impiego di metodiche alternative. Anche se la qualità di vita e la riabilitazione raggiunta sono nella maggior parte dei casi soddisfacenti, tali comunque da giustificare i più ampi criteri di accettazione, rimane ampiamente dibattuto il problema dell’accettazione dei casi clinici più complessi, per i risvolti medici, etici ed economici; anche in questo caso un’accettazione la più ampia possibile seguita da un’eventuale «withdrawal» può costituire una soluzione ottimale.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail