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ULTIMO FASCICOLOMINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia

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Impact Factor 0,536

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0393-2249

Online ISSN 1827-1758

 

Minerva Urologica e Nefrologica 1998 Dicembre;50(4):247-51

 CASI CLINICI

Chi­rurgia mag­giore (cis­tec­tomia rad­i­cale con uretrec­tomia) in un ­paziente con mal­attia di von Wille­brand ­tipo I. ­Affidabilità e ­limiti dei ­test di emo­coa­gu­lazione

Favro M. 1, Terrone C. 1, Neira D. 1, Rocca Rossetti S. 1, Schellino M. M. 2, Livigni S. 2, Tempia A. 2

1 University of Torino, Depart­ment of Sur­gical and Med­ical Dis­ci­plines, Uro­log­ical ­Clinic;
2 University of Torino, Institute of Anesthesia and Rehabilitation

Obiet­tivo. Non infre­quen­te­mente ­pazienti con disor­dini emo­coa­gu­la­tivi ­devono ­essere sot­to­posti a pra­tiche ­mediche e chi­rur­giche. Ripor­tiamo il ­caso di un ­uomo por­ta­tore di mal­attia di von Wille­brand ­tipo I e sot­to­posto ad inter­vento uro­logico di chi­rurgia mag­giore. Nel post­op­er­at­orio si ­sono man­i­fes­tate ­gravi ­sequele emor­ra­giche non diag­nos­ti­cabili in ­prima ­istanza con i nor­mali ­test di lab­o­rat­orio. ­Nella ­nostra espe­rienza è ­stato dec­i­sivo ­l’impiego del trom­boela-s­to­gramma (TEG) nel ­periodo ­critico post­chi­rur­gico: le alte­raz­ioni del trac­ciato ­hanno ­permesso di moni-t­o­rare costan­te­mente il def­icit coagu­la­tivo per­met­tendo un tem­pes­tivo con­trollo del ­difetto di ­base ­oltre a ­quello acqui­sito ­dalle cos­picue per­dite ema­tiche.
Dis­egno sper­i­men­tale. Ripor­tiamo uno ­studio retro­spet­tivo con osser­vaz­ione con­dotta ­fino ad un ­anno ­dopo ­l’intervento.
­Ambiente. ­Durante la ­degenza il ­paziente è ­stato sot­to­posto ad inter­vento di cis­tec­tomia rad­i­cale con ure­trec­tomia. Ven­gono rif­e­riti gli ­esami di con­trollo ese­guiti e le ­manovre adot­tate nel post­op­er­at­orio (revi­sione chi­rur­gica imme­diata, ­terapia infu­sio­nale sos­ti­tu­tiva, ­dosaggio dei par­a­metri emo­coa­gu­la­tivi).
­Pazienti. ­Uomo di 44 ­anni ­affetto da mal­attia di von Wille­brand e simul­tanea neo­plasia ves­ci­cale con inva­sione ­dell’uretra pros­tatica che ha ­richiesto ­terapia chi­rur­gica rad­i­cale.
Inter­venti. Pro­gramma di ­terapia infu­sio­nale sosti­tu­tiva gui­dato ­dall’utilizzo del TEG e ­suoi van­taggi ris­petto ai nor­mali par­a­metri di lab­o­rat­orio.
Rilev­a­menti. Monit­o­raggio dei dis­or­dini emo­coa­gu­la­tivi post­op­er­atori in ­paziente ad ele­vato ris­chio emor­ragico med­i­ante TEG.
Risul­tati. ­Solo con ­l’impiego di una reg­is­traz­ione ­grafica «­real ­time» dei pro­cessi emo­coa­gu­la­tivi è pos­si­bile ric­o­nos­cere e trat­tare ade­gua­ta­mente i ­casi ad ele­vato ris­chio emor­ragico.
Con­clu­sioni. Nei ­pazienti con impor­tanti dis­or­dini coagu­la­tivi e che ­devono ­essere sot­to­posti ad inter­venti di chi­rurgia mag­giore ­l’impiego dei ­soli ­test di lab­o­rat­orio di rou­tine può non ­essere suf­fi­ciente. ­Nella ­nostra espe­rienza ­l’utilizzo del TEG è ­stato deter­mi­nante.

lingua: Inglese


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