Ricerca avanzata

Home > Riviste > Minerva Urologica e Nefrologica > Fascicoli precedenti > Minerva Urologica e Nefrologica 1998 Giugno;50(2) > Minerva Urologica e Nefrologica 1998 Giugno;50(2):127-31

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI   eTOC

ULTIMO FASCICOLOMINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,536

 

Minerva Urologica e Nefrologica 1998 Giugno;50(2):127-31

 ARTICOLI ORIGINALI

Neoplasie e trapianto renale. Contributo casistico

Caposcasale E. 1, Bignardi L. 2, Adorni A. 1, D'Errico G. 1, Viola V. 1, Botta G. C. 1

1 Università degli Studi - Parma, Istituto di Clinica Chirurgica Generale e dei Trapianti d’Organo;
2 Università degli Studi - Parma, Istituto di Clinica Medica e Nefrologia, Cattedra di Nefrologia Medica

Introduzione. L’incidenza di neoplasie è aumentata nei pazienti sottoposti a trapianto rispetto alla popolazione generale specie per quanto riguarda i tumori cutanei, dell’apparato genitale femminile, i linfomi non-Hodgkin ed il sarcoma di Kaposi. Lo scopo del presente lavoro è quello di valutare la frequenza e l’efficacia del trattamento nei tumori comparsi dopo trapianto renale.
Metodi. È stata quindi eseguita un’analisi retrospettiva su 404 pazienti che ha evidenziato la comparsa di 15 neoplasie (8 tumori cutanei, 3 sarcomi di Kaposi, 2 carcinomi renali, 1 urotelioma e 1 carcinoma del colon) in 11 pazienti (3,7%). La durata della terapia immunodepressiva (7 casi in duplice terapia, 4 casi in triplice terapia) al momento della diagnosi era in media di 44,8 mesi.In accordo con i dati della letteratura anche nella nostra casistica vi è stata una prevalenza dei tumori cutanei (53,3%) e del sarcoma di Kaposi (20%). Non abbiamo riscontrato né linfomi, né tumori dell’apparato genitale femminile.
Risultati. Il trattamento è stato chirurgico in tutti i casi, tranne nei 3 pazienti con sarcoma di Kaposi, in cui si è proceduto ad una riduzione della terapia immunodepressiva senza che si verificassero alterazioni della funzionalità renale.
La mortalità è stata dello 0,25% (1 caso), i rimanenti pazienti non presentano segni di recidiva locale, né metastasi e funzionalità renale conservata tranne nel paziente con carcinoma a cellule chiare del rene trapiantato sottoposto ad espianto ed attualmente in dialisi.
Conclusioni. È auspicabile che la ricerca di correlazioni tra tipo ed entità della terapia immunodepressiva e l’incidenza di tumori ed un sempre maggiore e attento controllo clinico-strumentale dei pazienti sottoposti a trapianto possano contribuire a ridurre l’insorgenza di degenerazioni neoplastiche e soprattutto condurre ad una loro diagnosi più precoce.

lingua: Italiano


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina