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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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  XIV CONGRESSO DELLA SOCIETA' ITALIANA DI NEFROLOGIA SEZIONE PIEMONTE-VALLE D'AOSTA
(Ivrea, 5 ottobre 1996)


Minerva Urologica e Nefrologica 1998 Marzo;50(1):101-5

lingua: Italiano

Cachessia in corso di dialisi

Salomone M., Piccoli G. B., Gabella P., Torazza M. C., Iadarola A. M., Ferro M., Emma L., Leggio K., Triolo G.

Università degli Studi - Torino, Cattedra di Nefrologia, Centri Dialisi e Referenti del Registro Regionale Piemontese di Dialisi e Trapianto


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Il termine cachessia è in medicina spesso utilizzato come sinonimo di «marasma senile», vecchia definizione che implica non solo l’età avanzata, ma anche il concetto di senilità intesa come fase terminale del processo di invecchiamento e insufficienza multiorganica. Con il tempo, il termine ha assunto in clinica un significato legato al concetto di malattia cronica ed irreversibile. Secondo questa definizione, quindi, il deterioramento clinico dei pazienti che presentano un quadro di cachessia è caratterizzato da un progressivo decadimento delle condizioni cliniche, spesso associato a un danno vascolare diffuso, con decorso capriccioso fino all’evento terminale, in genere legato ad accidenti cardiovascolari o a episodi infettivi.
In dialisi il problema della cachessia è complesso ed esistono su questo punto molte opinioni discordanti, legate almeno in parte, alla difficoltà di definizione di questa «non entità». Il punto cruciale del dibattito è rappresentato dal rapporto tra dialisi e cachessia: è la dialisi causa di cachessia o sono le condizioni scadenti del paziente a portare rapidamente all’instaurarsi di tale condizione?
Scopo del presente lavoro è stato quello di riportare e interpretare criticamente alcuni dati epidemiologici sulla cachessia, desunti dal Registro Regionale di Dialisi e Trapianto della Regione Piemonte (circa 4.350.000 abitanti, 22 centri dialisi pubblici, criteri di accettazione aperta al trattamento dialitico, un sistema dialitico a scelta multipla con facile passaggio tra metodiche dialitiche). Nel periodo 1981-1995 sono deceduti in condizioni di cachessia 764 azienti (20,9% di tutte le cause di decesso, 37,4% nei pazienti con età ≥65 anni e 34,7% nei pazienti con età ≥75 anni). Nonostante un incremento significativo dell’età e della presenza di un elevato numero di fattori comorbidi, nel periodo considerato, si è assistito ad un miglioramento della sopravvivenza del paziente che raggiunge una significativa statistica proprio nelle fasce di età avanzata (pazienti con età ≥65 anni).

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