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MINERVA UROLOGICA E NEFROLOGICA

Rivista di Nefrologia e Urologia


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  XIV CONGRESSO DELLA SOCIETA' ITALIANA DI NEFROLOGIA SEZIONE PIEMONTE-VALLE D'AOSTA
(Ivrea, 5 ottobre 1996)


Minerva Urologica e Nefrologica 1998 March;50(1):91-5

lingua: Italiano

Dialisi peritoneale e dobutamina cronica, due esperienze a confronto. Possibili ruoli ed indicazioni nello scompenso cardiaco refrattario

Sacco A. 1, Agliata S. 1, Schweiger K. 1, Cavagnino A. 1, Bosimini E. 2, Corrà U. 2, Giannuzzi P. 2

1 Ospedale di Borgomanero (Novara), Servizio di Nefrologia e Dialisi;
2 Clinica del Lavoro - Veruno (Novara)


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Il numero di pazienti che sviluppano uno scompenso cardiaco è in incremento negli ultimi anni ed è destinato ad aumentare ulteriormente. Nonostante le possibilità offerte dalla terapia medica e chirurgica, i pazienti con uno scompenso cardiaco avanzato presentano un’elevata mortalità. Poca attenzione è stata data ad approcci terapeutici non convenzionali a pazienti con scompenso cardiaco refrattario al trattamento standard. Lo scopo di questo studio non randomizzato è quello di descrivere la fattibilità e l’efficacia di due tecniche non convenzionali nella terapia dello scompenso cardiaco refrattario. Venti pazienti sono stati trattati con trattamento peritoneale cronico ambulatoriale (CAPD) ed 11 pazienti con infusione intermittente di dobutamina (DOB). La dose media della dobutamina è stata di 5 γ/kg/min in un range di somministrazione da 12 h/die a 12 h/settimana. Entrambi i trattamenti hanno condotto ad un miglioramento dell’autonomia funzionale dopo un anno di follow-up in circa la metà dei pazienti sopravvissuti. In termini di mortalità la sopravvivenza a 12 mesi è stata pari al 36 % nei pazienti trattati con CAPD versus il 18% trattati con DOB (p=ns). In conclusione l’utilizzo del trattamento con CAPD o DOB dovrebbe essere considerato in tutti i pazienti con scompenso cardiaco refrattario. Ulteriori studi sono necessari per definire l’indicazione all’utilizzo di una o dell’altra metodica.

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