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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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Minerva Stomatologica 2013 Aug 01

lingua: Italiano, Inglese

Analisi sperimentale sulla valutazione di osteotomie tramite frese-carburo di tungsteno, piezoelettrico e laser

De Santis D. 1, Gerosa R. 5, Zanotti G. 2, Cigikov N. 2, Cenzi A. 2, Chiarini L. 4, Rossetto A. 3, Nocini P. F. 1, Bertossi D. 1

1 Oral and Maxillofacial Surgery Dental School University of Verona, Verona, Italy;
2 Private Practitioner, Verona, Italy;
3 School of Dentistry, University of Verona Verona, Italy;
4 Maxillo-Facial Surgery Department University of Modena and Reggio‑Emilia Modena, Italy;
5 Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Policlinico G. B. Rossi, Verona, Italy


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Obiettivo. Osteotomie vengono eseguite in chirurgia orale con cinque tipi di strumenti: 1) frese cilindriche al Carburo di tungsteno, 2-3) Piezosurgery (tipo I e II), 4-5) laser (Er: YAG, Er, Cr: YSGG). Questo studio mette a confronto la qualità del taglio di tutti e cinque gli strumenti, valutare la precisione (lunghezza, spessore, profondità e morfologia), la velocità (numero di passaggi e di tempo) e l’entità del danno.
Metodi. L’esperimento è diviso in due parti: in vitro e in vivo. L’esperimento in vitro prevede dieci osteotomie (2 per tipo di strumento) su dieci costole di mucca. La parte in vivo prevede l’esecuzione di due osteotomie per i cinque strumenti sia sulla mandibola che sulla tibia di due conigli bianchi della Nuova Zelanda; complessivamente quattro osteotomie per ogni strumento. I campioni vengono fissati e preparati per l’esame istologico a stereomicroscopico.
Discussione. Risultati mostrano una variabilità statisticamente significativo sullo “spessore” del taglio (P value=0,001), “tempo” (P value=0,001), “profondità”, efficacia di taglio (P value=0,001 P value=0.001) e il “numero di passaggi” (P value=0,001). Non sono state osservate differenze in “lunghezza” (P value=0,078). L0analisi istologica rivela che l’osteotomia eseguita con laser e Piezosurgery II genera maggiori danni agli osteociti vicino alla zona del taglio.
Conclusioni. In realtà, i maggiori costi di acquisto e di gestione, la minore versatilità di utilizzo, e la necessità di una formazione specifica per il Piezosurgery e laser limitano il loro uso generale, ma rimangono vantaggiosi in caso di interventi a rischio in prossimità delle strutture nobili. La scelta del dispositivo dipende quindi dall’esperienza maturata dall’operatore in termini di tempo, caratteristiche di funzionamento e condizioni cliniche del paziente.

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