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ULTIMO FASCICOLOMINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

 

ORIGINAL ARTICLES  


Minerva Stomatologica 2016 Aprile;65(2):85-96

lingua: Italiano, Inglese

Cefalea e disordini temporo-mandibolari: valutazione epidemiologica

Anna D’URSO, Emanuela SERRITELLA, Doria TOLEVSKI MESHKOVA, Giovanni FALISI, Carlo DI PAOLO

Service of Clinical Gnathology (SoCG), Head-Neck Assistance Department, Umberto I Polyclinic, “Sapienza” University of Rome, Rome, Italy


PDF  ESTRATTI


OBIETTIVO: I Disordini Temporo-Mandibolari (TMD) e la Cefalea sono patologie strettamente correlate. Scopo di questo articolo è quello di indagare la prevalenza, l’incidenza e l’intensità della cefalea in 3304 pazienti disfunzionali afferiti presso il Servizio di Gnatologia Clinica del del Dipartimento Assistenziale Testa-Collo del Policlinico Umberto I Sapienza Università di Roma.
METODI: Si è confrontata tale popolazione disfunzionale con la popolazione generale italiana indagata prendendo come confronto un campione riferito in una recente pubblicazione. La prevalenza della cefalea nella popolazione disfunzionale è stata calcolata attraverso una proporzione tra coloro che sono risultati positivi al dolore cefalico sulla popolazione disfunzionale totale nell’intero periodo preso in considerazione. L’incidenza è stata calcolata attraverso una proporzione tra i nuovi casi di cefalea nella popolazione di TMD durante il periodo di tempo analizzato sulle persone a rischio all’inizio del periodo di tempo preso in considerazione. L’intensità del dolore cefalico è stata valutata attraverso la Verbal Numeric Scale (VNS). L’intervallo di confidenza (IC) al 95% è stato calcolato per avere una stima precisa dei dati presenti nella ricerca.
RISULTATI: Dal confronto tra G1 e la popolazione controllo non si sono evidenziate differenze significative: la prevalenza della cefalea nella popolazione disfunzionale è risultata essere del 49,5% (95%CI 47,8-51,2%) mentre nella popolazione controllo del 42,8% (95%CI 46,8-38,8%). Confrontando la popolazione generale con un sottogruppo disfunzionale di pari numerosità e di pari periodo si è riscontrata una significativa differenza in termini di prevalenza, la cefalea, infatti, è risultata essere significativamente prevalente nel gruppo disfunzionale 67,3% (95%CI 64,3-70,3%) rispetto al controllo 42,8% (95%CI 46,8-38,8%). L’ incidenza della cefalea nella popolazione disfunzionale (G1) è risultata essere del 39,49% (95%CI 37,79-41,19%); mentre nei rispettivi sottogruppi è risultata essere del 32,7% (95%CI 34,6-30,8%) in S1 e del 59,24% (95%CI 56,24-62,24%) in S2, dimostrando un incremento di incidenza nel secondo sottogruppo analizzato. Nella popolazione disfunzionale (G1) l’intensità media della cefalea è risultata severa (VNS>50). La cefalea è risultata maggiormente nel secondo sottogruppo (S2) rispetto al primo (S1): VNS 24,91 (95%CI 23,11-26,71) vs. 70,00(95%CI 67,0-73,0).
CONCLUSIONI: I dati emergenti da questa analisi confermano una relazione tra cefalea e disordini temporomandibolari e evidenziano che un paziente disfunzionale ha maggiore predisposizione verso la cefalea rispetto ad un soggetto non disfunzionale.

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