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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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Minerva Stomatologica 2015 December;64(6):283-93

Copyright © 2015 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Il lembo di Dichat in chirurgia ricostruttiva orale

Castellani A., Bocchialini G., Negrini S., Zanetti U., Rossi A.

Department of Maxillo‑Facial Surgery, Spedali Civili, Brescia, Italy


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OBIETTIVO: Scopo dello studio era presentare una serie di 46 pazienti sottoposti a chirurgia ricostruttiva orale mediante lembo di bichat senza ricorrere ad altri lembi di vicinanza o innesti di cute.
METODI: La casistica comprendeva 46 pazienti, 31 uomini e 15 donne, di età compresa tra i 30 e i 78 anni (età media di 57,3 anni). Si è ricorsi all’utilizzo del lembo di Bichat per ricostruire difetti mascellari, del palato molle e della regione del trigono retromolare omolaterali secondari a demolizioni per patologia tumorale, per fistole oro-antrali o per osteonecrosi. Le dimensioni dei difetti variavano dai 2 × 2,5 ai 4 × 4,5 cm. Tutti i pazienti sono stati trattati in anestesia generale.
RISULTATI: Il lembo è stato in grado di correggere tutti i difetti del cavo orale senza difetti estetici. Dopo un mese in tutti i casi appariva completamente riepitelizzato e di adeguato spessore. Ci sono stati tre casi che anno riportato complicanze: in un caso si è avuta necrosi superficiale; in due casi si sono osservati piccoli tragitti fistolosi.
CONCLUSIONI: Sebbene il lembo sia conosciuto e utilizzato da parecchio tempo,e nonostante la facilità e la rapidità di allestimento solo ultimamente sono stati ripostati studi numericamente significativi sul suo utilizzo. Il lembo di Bichat si può quindi considerare un’utile tecnica per ricostruire difetti fino a 4,5 cm di diametro che interessano il palato molle e duro, il tuber maxillae e il trigono retromolare omolaterale. La tecnica chirurgica è semplice e non lascia significativi deficit a carico del sito donatore.

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