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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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Minerva Stomatologica 2014 November-December;63(11-12):391-402

Copyright © 2014 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Impianti corti a connessione conometrica inseriti in posizione sottocrestale nei settori posteriori dei mascellari: stabilità dei livelli ossei e dei tessuti peri-implantari a 2 anni dal carico protesico

Lombardo G. 1, Corrocher G. 1, Pighi J. 1, Faccioni F. 1, Rovera A. 1, Marincola M. 2, Nocini P. F. 1

1 Clinic of Dentistry and Maxillofacial Surgery, University of Verona, Verona, Italy; 2 Universidad de Cartagena, Cartagena, Colombia


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OBIETTIVO: Valutare l’influenza del livello di posizionamento subcrestale di impianti corti con connessione conometrica sui livelli di osso crestale e sulla salute dei tessuti molli.
METODI: Il presente lavoro è uno studio clinico caso-controllo retrospettivo condotto tra maggio 2013 e settembre 2013. Il campione è composto da pazienti sottoposti al posizionamento di almeno un impianto con design a plateau, connessione conometrica e lughezza compresa tra 5 e 8 mm (Bicon LLC, Boston, MA, USA) nelle aree posteriori della mascella e mandibola tra gennaio 2009 e dicembre 2011. In base al posizionamento chirurgico sottocrestale (t0) degli impianti sono stati identificati due gruppi: Gruppo 1, costituito da impianti posizionati meno di 2 mm sotto la cresta ossea; Gruppo 2, rappresentato da impianti posizionati 2 mm o più sotto la cresta ossea. Le variabili primarie sono state l’altezza della cresta ossea peri-implantare a tutti gli intervali di osservazione osso crestale e la perdita di tessuto osseo peri-implantare tra carico protesico e l’ultima visita di controllo (t1àt2). I parametri clinici relativi ai tessuti molli peri-implantari sono stati valutati alla visita di follow-up. Test t sono stati condotti per identificare differenze statisticamente significative tra i gruppi di impianti, seguiti da modelli di regressione lineare per testare la dipendenza delle variabili di studio dal posizionamento sottocrestale. Il livello di significatività è stato fissato a P<0,05.
RISULTATI: Sono stati inclusi in questo studio 61 pazienti, e sono stati studiati complessivamente 143 impianti, di cui 79 nel mascellare posteriore e 64 nella mandibola posteriore, seguiti per un periodo medio di 31 mesi. Ottanta impianti sono stati inseriti meno di 2 mm sotto la cresta (media 1,28 mm), mentre 57 impianti sono stati inseriti 2 mm o più sotto la cresta (media 2,97 mm). Al carico protesico (t1), l’altezza media dell’osso crestale era 1,11 mm, con differenze statisticamente significative tra i gruppi (P<0,05). Anche all visita di follow-up (t2) i livelli di osso crestale presentavano differenze statisticamente significative tra i gruppi (Gruppo 1=0,51 mm; Gruppo 2=1,35 mm; P<0,05). Il riassorbimento osseo crestale nell’intervallo t1àt2 è stato 0,25 mm, 0,20 mm nel Gruppo 1 e 0,32 mm nel Gruppo 2, senza differenze statisticamente significative tra i due gruppi (P=0,30). Riguardo i tessuti peri-implantari, l’ampiezza della mucosa cheratinizzata è stata in media 2,16 mm, il mBI è stato 0,24, il mPI è stato 0,17 e il PD medio è stato 2,34 mm. È stata osservata differenza significativa tra i gruppi per quanto riguarda l’ampiezza di mucosa cheratinizzata (Gruppo 1: 1,97 mm; Gruppo 2: 2,41 mm; P<0,05), ma non per gli altri parametri clinici. I modelli di regressione lineare hanno confermato la dipendenza dei livelli di osso crestale dal posizionamento sottocrestale (P<0,05).
CONCLUSIONI: Il maggiore posizionamento sottocrestale ha portato a una maggiore altezza della cresta ossea, sia dopo il periodo di osteointegrazione che dopo il periodo di carico. Gli impianti studiati hanno mostrato una buona condizione dei tessuti peri-implantari. Questi risultati necessitano di essere confermati da ulteriori studi con un periodo di follow-up più lungo.

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