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Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

 

Minerva Stomatologica 2013 Settembre;62(9):295-305

 ARTICOLI ORIGINALI

Gestione di una perimplantite estrema

Materni A.

DDS, Private Practice, Genoa, Italy

Obiettivo. La perimplantite causa un progressivo riassorbimento del tessuto osseo perimplantare. Nei casi gravi ed estremi conduce al fallimento completo dell’impianto, che deve essere rimosso. Lo scopo di questo studio è presentare un caso in cui una perimplantite estrema, che aveva causato la completa perdita di tessuto osseo attorno ad un impianto, è stata gestita con successo.
Metodi. Una paziente, già riabilitata con una protesi supportata da due impianti in posizione 3.4 e 3.6, si è presentata all’osservazione mostrando segni di una grave perimplantite. I sondaggi perimplantari erano rispettivamente di 11 e 9 mm. L’impianto in posizione 3.4 aveva perduto completamente il contatto con l’osso circostante, mostrando ovunque un gap ≥ 3 mm, ma era comunque completamente stabilizzato dalla protesi, ancora sostenuta dall’impianto adiacente. La paziente ha rifiutato la rimozione della protesi. Nel tentativo di salvarla, dopo opportuno curettaggio, sabbiatura e decontaminazione di entrambe le superfici implantari si è proceduto all’innesto di un sostituto osseo equino, a collagene preservato, ottenuto per deantigenazione enzimatica. I controlli si sono succeduti a distanza di 1, 3, 5 e 12 mesi dall’intervento.
Risultati. Gli esami radiografici di controllo hanno evidenziato un aumento progressivo della radio-opacità perimplantare in corrispondenza del volume innestato. La diminuzione di sondaggio perimplantare misurata postoperativamente, di 7 e 6 mm rispettivamente in posizione 3.4 e 3.6, è rimasta invariata ad ogni controllo. A distanza di 12 mesi dall’innesto la paziente è asintomatica e l’impianto, altrimenti perduto, si può ritenere recuperato.
Conclusioni. La procedura con cui è stato gestito questo caso di perimplantite estrema ha permesso di ottenere comunque un successo clinico, nonostante non sia stato eseguito il trattamento d’elezione, in accordo con i criteri dell’evidence-based medicine, per ottemperare alla volontà della paziente. Si è comunque evitato di dover rimuovere un impianto altrimenti perduto. Speculativamente si può ipotizzare una possibile neo-osteointegrazione dell’impianto col tessuto osseo di nuova formazione.

lingua: Italiano, Inglese


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