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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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REVIEW  


Minerva Stomatologica 2013 May;62(5):163-81

lingua: Italiano, Inglese

Odontalgia atipica: un aggiornamento

Tarce M., Barbieri C., Sardella A.

Unit of Oral Medicine Oral Pathologies and Geriatric Dentistry Department of Biomedical Surgery and Dentistry Sciences University of Milan, Milan, Italy


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L’odontalgia atipica (AO) è una patologia dolorosa cronica poco nota. Solitamente, si presenta in corrispondenza di un elemento trattato endodonticamente o già estratto, in assenza di qualsiasi patologia valutabile clinicamente o con immagini radiologiche. L’AO è una sfida per il clinico, seppur rara, e spinge il paziente a consultare molti specialisti o a sottoporsi a procedure chirurgiche inutili. Il meccanismo che sottende la sintomatologia dolorosa di un quadro di AO è lontano dall’essere pienamente compreso e molte possibilità etio-patogenetiche sono state proposte. Al momento, l’ipotesi più accreditata suggerisce che l’AO sia una condizione dolorosa neuropatica provocata dalla deafferentazione. La diagnosi differenziale di un quadro di AO rimane piuttosto difficile, dal momento che molti suoi sintomi sono presenti in altre patologie che coinvolgono questo distretto corporeo. I pazienti accettano con riluttanza la diagnosi di AO e i tentativi di trattarla. Conseguentemente, i pazienti cambiano spesso medico, e cercano, trovando, trattamenti sempre più invasivi che non fanno altro che aumentare il dolore. Sebbene i pazienti cerchino sempre un sollievo totale dal dolore, per molti di loro un obiettivo ragionevole dovrebbe essere quello di semplicemente controllarlo. Attualmente, gran parte del trattamento è basata sull’opinione di esperti e su alcuni case report. Sono necessarie ulteriori ricerche e, soprattutto, trial clinici rigorosi in modo da poter individuare trattamenti evidence-based, consentendo di abbandonare indicazioni fondate solo sull’esperienza di clinici esperti nella gestione dei dolori oro-facciali.

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