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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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Minerva Stomatologica 2012 November-December;61(11-12):477-90

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Trattamento di un difetto osseo conseguente alla rimozione di una cisti periapicale attraverso innesto di sostituti ossei e membrane di origine equina. Valutazione clinica e istologica

Di Stefano D. A. 1, Andreasi Bassi M. 2, Cinci L. 3, Pieri L. 3, Ammirabile G. 4

1 Department of Dentistry, Vita e Salute San Raffaele University, Milan, Italy; 2 Private Practicioner, Rome, Italy; 3 Department of Anatomy, Histology and Legal Medicine, University of Florence, Florence, Italy; 4 Private Practicioner, Padua, Italy


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Obiettivi. I sostituti ossei e le membrane di origine bovina sono stati oggetto di ampio studio, ed è noto che permettono di ottenere buoni risultati nel trattamento di difetti ossei e di deiscenze peri-implantari. Recentemente sono stati proposti, come alternativa, sostituti ossei e membrane di origine equina ottenuti per deantigenazione enzimatica. L’obiettivo di questo studio è una valutazione clinica ed istologica di questi biomateriali alternativi.
Metodi. Un difetto osseo conseguente alla rimozione di una cisti nel mascellare superiore, in zona frontale, è stato innestato con del sostituto osseo equino ed è stata posizionata a copertura una membrana di collagene anch’essa di origine equina. Dopo 4,5 mesi è stato posizionato un impianto e, contestualmente, è stato prelevato un campione bioptico dalla zona rigenerata. Le spire dell’impianto risultavano tuttavia esposte. La deiscenza è stata a sua volta colmata con una miscela di osso autologo e sostituto osseo equino e protetta con una membrana di pericardio, anch’essa di origine equina.
Risultati. A quattro mesi di distanza dal posizionamento implantare si osservava il mantenimento dei livelli ossei peri-implantari. A distanza di tre mesi è stata posizionata una protesi per riabilitare la paziente sia da un punto di vista funzionale che estetico. Anche i controlli effettuati a distanza di quattro anni hanno confermato il successo implantare. L’analisi istologica del campione prelevato mostrava che il sostituto osseo aveva subito rimodellamento osteoclastico, essendo presente una discreta quantità di tessuto osseo di nuova formazione.
Conclusioni. Il tessuto osseo equino deantigenato è biocompatibile e subisce rimodellamento osteoclastico. Entrambe le membrane di origine equina, in collagene ed in pericardio, hanno agito efficacemente come barriere per rigenerazione ossea guidata.

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