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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 2012 Aprile;61(4):141-54

lingua: Italiano, Inglese

Utilizzo di innesti di osso omologo nella riabilitazione delle atrofie mascellari

Borgonovo A. E. 1, Tommasi F. 2, Panigalli A. 2, Bianchi A. C. 2, Boninsegna R. 2, Santoro F. 2

1 School of Oral Surgery, University of Milan, Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore, Policlinico Mangiagalli e Regina Elena, Milan, Italy;
2 Department of Implantology, University of Milan, Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore, Policlinico Mangiagalli e Regina Elena, Milan, Italy


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Obiettivo. L’osso omologo fresco (fresh frozen bone, FFB) è tessuto osseo prelevato da donatore e reso disponibile dalle Banche Regionali del Tessuto Muscolo-Scheletrico ai fini dell’innesto osseo in chirurgia ricostruttiva; molto utilizzato in ambito ortopedico è di recente introduzione nella pratica chirurgica oro-maxillo-facciale. Lo scopo del presente lavoro è quello di mettere in evidenza la possibilità dell’uso di osso omologo fresco (FFB) per le ricostruzioni dei mascellari atrofici al fine di poter eseguire riabilitazione implantoprotesica, come valida alternativa al prelievo di osso autologo intra- o extra-orale.
Metodi. Viene presentato un caso clinico di grave atrofia mascellare riabilitato mediante innesti di FFB eseguiti in anestesia generale e successiva riabilitazione implantoprotesica ambulatoriale.
Gli autori accompagnano alle valutazioni cliniche anche analisi istologica del prelievo bioptico eseguito a sei mesi dall’innesto osseo.
Risultati. Il risultato clinico ottenuto è quello di una buona ricostruzione con ristabilimento della morfologia e del volume osseo del processo alveolare senza necessità di avere un sito chirurgico donatore. Nella fase chirurgica a sei mesi dall’innesto per la rimozione dei mezzi di osteosintesi e inserimento impianti in titanio si è potuto apprezzare l’ottima integrazione dell’innesto con sanguinamento da parte dell’osso neoformato.
Conclusioni. In conclusione possiamo affermare come l’uso di FFB nella chirurgia ricostruttive preprotesica avanzata possa essere preso in seria considerazione quale valida alternativa terapeutica all’utilizzo di osso autologo (prelevato da cresta iliaca o calvaria) per le sue qualità di materiale da innesto. Vengono inoltre a mancare il discomfort e le possibili complicanze legate alla presenza di un sito chirurgico donatore, il materiale è disponibile in quantità elevata ad un ottimo rapporto costo-beneficio e il suo utilizzo rende possibile una significativa diminuzione dei tempi operatori.

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