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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 2012 April;61(4):101-12

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Trattamento combinato delle cheratocisti odontogene: marsupializzazione iniziale e successiva enucleazione con ostectomia periferica e applicazione del liquido di Carnoy. Follow-up a 5 anni

Rossi D. 2, Borgonovo A. E. 1, Vavassori V. 2, Poli P. P. 2, Santoro F. 1

1 School of Oral Surgery, University of Milan, Fondazione IRCCS Ca’Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milan, Italy; 2 Department of Oral Surgery, University of Milan, Dental Clinic, Fondazione IRCCS Ca’Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milan, Italy


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Obiettivo. La cheratocisti odontogena (odontogenic keratocyst, KCOT) è una lesione cistica mascellare aggressiva a livello locale ed è caratterizzata da un significativo potenziale di crescita e tendenza alla recidiva. Considerando le sue caratteristiche neoplastiche, risulta necessario intervenire con trattamenti che sono, da un punto di vista generale, distinti in conservativi e aggressivi. Tuttavia, sebbene in letteratura siano presenti numerosi studi, la scelta delle strategie terapeutiche rimane controversa. In questo studio, viene descritto un protocollo a due fasi, basato sull’iniziale marsupializzazione e successiva enucleazione.
Metodi. Tre casi di KCOT di dimensioni notevoli sono stati trattati mediante un’iniziale fase di marsupializzazione e, dopo un periodo di circa sei mesi, è stata effettuata la successiva enucleazione con ostectomia periferica e applicazione del liquido di Carnoy.
Risultati. I pazienti sono stati istruiti nell’esecuzione di lavaggi quotidiani con clorexidina 0,2% durante il periodo della marsupializzazione. In seguito all’intervento di enucleazione, in tutti i casi trattati, è stata ottenuta una buona guarigione e da due fino a cinque anni di follow-up, non si è rivelata alcuna recidiva.
Conclusioni. Il protocollo in due fasi per il trattamento chirurgico della cheratocisti ha permesso di ottenere una completa guarigione, oltre che la preservazione di importanti strutture anatomiche e l’assenza di recidiva.

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