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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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CASI CLINICI  


Minerva Stomatologica 2011 January-February;60(1-2):87-92

Copyright © 2011 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Linfoma diffuso a grandi cellule B primitivo della mandibola. Caso clinico

Pié-Sánchez J. 1, Petit J. 2, Figueiredo R. 1,3, Gay-Escoda C. 1,3,4,5

1 Oral Surgery and Implantology, University of Barcelona Dental School, Barcelona, Spain;
2 Clinical Hematology Service of the Catalan Institute of Oncology, L’Hospitalet de Llobregat, Llobregat, Spain;
3 IDIBELL Institute, Barcelona, Spain;
4 Oral and Maxillofacial Surgery, University of Barcelona Dental School, Barcelona, Spain;
5 Maxillofacial Surgery, Teknon Medical Center, Barcelona, Spain


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Il linfoma diffuse a grandi cellule B è il più frequente tipo di linfoma non-Hodgkin ed è caratterizzato dalla comparsa di lesioni tumorali a rapida crescita a livello linfonodale, splenico, epatico, del midollo osseo e di altri organi. Le presentazioni primitive extranodali di questa malattia nell’osso sono rare (5% di tutti i linfomi extranodali) e la loro manifestazione iniziale è solitamente costituita da una singola lesione ossea. Questo articolo riporta il caso di un uomo di 62 anni di età, a cui era stato diagnosticato un linfoma diffuso a grandi cellule B a livello della mandibola. Il paziente si era presentato con una tumefazione dell’emimandibola sinistra con parestesia intermittente del labbro inferiore sinistro e del mento, senza evidenti adenopatie cervicali. Tutti i successivi esami strumentali non avevano evidenziato alter localizzazioni di malattia, per cui la diagnosi definitiva è stata di linfoma diffuse a grandi cellule B (IE-A) extranodale asintomatico del corpo dell’emimandibola sinistra. Il paziente è stato sottoposto a quattro cicli di chemioterapia secondo il protocollo R-CHOP (rituximab, ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina, prednisone) associata a radioterapia esterna mirata sulla sede della neoplasia, con remissione completa della neoplasia. Questo tipo di lesioni è molto raro nella pratica clinica quotidiana. Tuttavia, considerando la gravità della malattia e l’importanza della diagnosi precoce, queste patologie devono essere tenute in considerazione della diagnosi differenziale delle lesioni ossee nella regione orofacciale.

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