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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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CASI CLINICI  


Minerva Stomatologica 2010 September;59(9):507-17

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Doppia frattura patologica della mandibola da osteomielite actinomicotica destruente: un caso clinico

Vigliaroli E., Broglia S., Iacovazzi L., Maggiore C.

Oral Surgery, Department of Surgical Sciences, University of L’Aquila, L’Aquila, Italy


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Gli Actinomiceti, agenti eziologici dell’infezione actinomicotica, sono batteri filamentosi la cui affinità con i funghi è soltanto strutturale in quanto i loro filamenti sono simili a ife. L’interesse medico per gli Actinomiceti è legato soprattutto a un importante aspetto: la tendenza di taluni di questi microrganismi commensali del cavo orale a provocare lesioni patologiche localizzate o sistemiche in soggetti i cui poteri immunitari di difesa sono compromessi. L’actinomicosi è una rara infezione cronica granulomatosa caratterizzata dalla formazione di ascessi e tragitti fistolosi cutanei. Tra le differenti forme quella cervico-facciale si verifica con maggiore frequenza in seguito a traumi locali o per traumi della mucosa orale o tonsillare oppure l’infezione può far seguito ad estrazioni difficili diffondendo dapprima nei tessuti molli, fino ad invadere l’osso. Nella actinomicosi mandibolare i pazienti lamentano un dolore aspecifico nella sede della lesione e si apprezza clinicamente la comparsa di una tumefazione di colorito rosso-vinoso strettamente adesa alle regioni cutanee in prossimità della regione sottomandibolare; la lesione cronica granulomatosa produce tessuto fibroso in esubero che a sua volta genera il continue e nuove fistole cutanee con fuoriuscita di secrezione purisimile. Un caso raro di osteomileite actinomicotica con doppia frattura patologica della mandibola viene descritto. L’esame ortopantomografico e la tomografia computerizzata dentascan della mandibola risultano essere armi diagnostiche essenziali per definire l’esatta posizione delle rime di frattura e per identificare la sede e quantificare l’entità delle zone di osteolisi. Alla terapia endovenosa con benzilpenicillina si sono associate instillazioni quotidiane topiche di rifamicina a livello dei tragitti fistolosi. Il paziente è stato sottoposto a drenaggio chirurgico delle raccolte ascessuali con minuzioso curettage dei focolai osteomielitici eseguendo biopsie multiple dell’osso trabecolare e dei tramiti fistolosi. È stato inoltre effettuato bloccaggio dell’arcata mandibolare con placca in resina ancorata sui premolari. Per la corretta diagnosi è sempre necessario un esame istologico associato a esame colturale. La sola antibioticoterapia con penicillina o suoi derivati non è sufficiente in questi casi, e l’approccio chirurgico deve essere repentino con bonifica dei focolai osteomielitici e contenzione delle fratture con bloccaggio alveolare per almeno 40 giorni.

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