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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 2010 September;59(9):445-64

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Come i biomateriali influenzano le attività e le risposte biologiche delle cellule? Risposte da uno studio in vitro

Pappalardo S., Carlino V., Brutto D., Sinatra F.

Section of Odonto-Stomatology II, Dental Emergency, University of Catania, Gaspare Rodolico-Vittorio Emanuele, University Hospital, Catania, Italy


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Obiettivo. Nell’ambito della chirurgia ossea rigenerativa, l’uso di biomateriali in accordo ai principi dell’ingegneria tissutale e a quelli della GBR, mira a ripristinare i deficit ossei restaurando sia la funzionalità, sia la morfologia originaria del tessuto osseo. Lo scaffold ideale, oltre a essere biocompatibile, biofunzionale e riassorbibile, dovrebbe possedere una geometria osteoinduttiva, la quale dipende da molteplici caratteristiche fisico-chimiche e in particolare, dalla morfologia tridimensionale e dalla disposizione delle molecole, le quali, determinerebbero la dimensione dei pori e l’interconnessione fra essi. Lo scopo di questo studio è stato, quindi, quello di condurre un’analisi al microscopio elettronico a scansione (SEM) al fine di valutare l’influenza della dimensione del diametro dei pori dello scaffold sull’interazione biologico-molecolare tra le cellule simil-osteoblastiche MG63 e quattro biomateriali con differenti dimensioni dei pori: polylactic-co-glycolic acid, deproteinized bovine bone, equine bone, demineralized bone matrix (DBM).
Metodi. Mediante le osservazioni effettuate al SEM e dalla microanalisi ai raggi X, è possibile evincere come la morfologia, la capacità proliferativa, la modalità di adesione e la differenziazione delle cellule MG63 siano influenzate in modo diverso dalla struttura porosa dei vari biomateriali utilizzati come substrato di crescita.
Risultati. Fra tutti, il DBM ha rappresentato il substrato di crescita migliore; su di esso infatti,si manifesterebbe una più intensa e precoce adesione delle cellule MG-63.
Conclusioni. Il forte effetto osteoconduttivo e osteoinduttivo osservato per il DBM umano sembrerebbe essere relazionato alla presenza della componente organica mentre, l’effetto osteoinduttivo sarebbe in particolar modo ricondotto alla presenza delle BMPs.

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