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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 2010 June;59(6):333-9

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Analisi con microscopia elettronica a scansione di due metodi di preparazione apicale retrograda

De Moraes Izquierdo C., Duarte Moraes J. F., Hellwig I., Gerhardt De Oliveira M., Blessmann Weber J. B.

1 Specialization Program in Surgery and Maxillofacial Surgery and Trauma, School of Dentistry, Pontifícia Universidade Católica do Rio Grande do Sul, Porto Alegre, RS, Brazil; 2 Biomedical Gerontology, Pontifícia Universidade Católica, do Rio Grande do Sul, Porto Alegre, RS, Brazil; 3 Pontifícia Universidade Católica, do Rio Grande do Sul, Porto Alegre, RS, Brazil; 4 Dentistry, Pontifícia Universidade Católica, do Rio Grande do Sul, Porto Alegre, RS, Brazil, Conselho Nacional de Desenvolvimento Científico e Tecnológico (CNPq) Research Productivity Grant


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Obiettivo. Questo studio ha analizzato i cambia-menti nei tessuti dentali del terzo apicale dopo preparazione apicale retrograda.
Metodi. Sessanta denti umani permanenti a singola radice sono stati utilizzati dopo apicectomia a 90° rispetto l’asse longitudinale del dente. La rimozione della corona è stata effettuata con un disco di diamante “double-faced”, su un manipolo dritto, e la lunghezza standard del campione è stata fissata a 8 mm. Le cavità sono state preparate con un sistema ad ultrasuoni in 30 denti (G1); negli altri denti, le cavità sono state preparate con una fresa utilizzando un micro-manipolo contrangolo (G2). L’ampiezza della cavità corrispondeva al diametro della punta della fresa, e la sua profondità era di 3 mm. Ciascun gruppo è stato suddiviso in due sottogruppi di 15 denti ciascuno; l’acido fosforico al 37% è stato applicato ai campioni nel sottogruppo G1B e G2B. Tutti i campioni sono stati fotografati sotto un microscopio elettronico a scansione. Le immagini sono state valutate da un punto di vista descrittivo e i dati sono stati confrontati in termini di fratture, strato di materia organica morta, superficie interna uniforme, bordi regolari e se la preparazione apicale retrograda includesse l’intero orifizio. I risultati sono stati analizzati da un punto di vista statistico con il test del c2 e l’indice kappa.
Risultati. Solo due variabili, la superficie interna uniforme e il bordo regolare, si sono modificate in base al metodo utilizzato (fresa o ultrasuoni). La presenza di uno strato di materia organica morta è stata associata all’uso di acido fosforico.
Conclusioni. Entrambi i metodi sembrano adatti all’uso in chirurgia endodontica.

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