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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 2010 Maggio;59(5):233-44

lingua: Inglese, Italiano

Anticorpo anti-P53, marker diagnostico tumorale: osservazioni su pazienti portatori di lesioni neoplastiche e preneoplastiche del cavo orale

Porrini R. 1, Vercellino V. 1, Rocchetti V. 3, Renò F. 2, Giorda E. 1, Pomato E. 1, Cannas M. 2, Sabbatini M. 2

1 Odontostomatologic Surgery, University of Turin, Turin, Italy;
2 Human Anatomy Laboratory, Department of Clinical and Experimental Medicine, University of Eastern Piedmont, “A. Avogadro”, Novara, Italy;
3 Odontostomatologic Clinic, Department of Clinical and Experimental Medicine, University of Eastern Piedmont “A. Avogadro”, Novara, Italy


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Obiettivo. Abbiamo valutato il valore diagnostico degli anticorpi anti-proteina p53 rivelabile nel siero di pazienti affetti da carcinomi orali, per stabilire una correlazione con sede di insorgenza, classificazione istopatologica, stadio della malattia, eventuali recidive.
Metodi. I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi: controllo sano, presentante lesioni precancerose, presentante carcinoma squamo-cellulare della cavità orale. Quest’ultimo suddiviso in pazienti in osservazione fin dal momento della diagnosi, e pazienti in osservazione nel solo monitoraggio postoperatorio. I pazienti oncologici erano stati sottoposti a intervento di exeresi totale in anestesia locale. La presenza di anticorpi sierici anti p-53 è stata valutata tramite test ELISA. La presenza di anticorpi anti p-53 nel siero dei pazienti è stata monitorata per tre anni.
Risultati. I pazienti di controllo o affetti da lesioni precancerose non hanno evidenziato positività al test. I pazienti affetti da lesione cancerosa hanno evidenziato, al momento diagnostico, positività al test quando la lesione si presentava con elevato grado di malignità o localizzata nelle porzioni di fondo della cavità orale. La rimozione chirurgica ha definito una graduale diminuzione del titolo anticorpale fino alla negativizzazione. L’occorrenza di recidiva portava al manifestarsi di positività al test.
Conclusioni. Le osservazioni presentate mostrano una possibile associazione tra la presenza degli anticorpi sierici e il grado di classificazione istopatologica e localizzazione della lesione, anche in condizione di recidiva, contribuendo a proporre la ricerca degli anticorpi anti proteina p53 quale valido marker diagnostico per il tumore squamo-cellulare della cavità orale.

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