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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 2010 Marzo;59(3):89-101

lingua: Inglese, Italiano

Valutazione clinica e strumentale nella diagnosi delle disfunzioni intracapsulari dell’articolazione temporo-mandibolare

Ciavarella D. 1, Mastrovincenzo M. 2, Sabatucci A. 2, Parziale V., Granatelli F. 3, Violante F. 1, Bossù M. 4, Lo Muzio L. 1, Chimenti C. 3

1 Department of Surgical Sciences, Faculty of Medicine, School of Dentistry, University of Foggia, Italy;
2 Department of Oral Sciences, Faculty of Medicine, School of Dentistry, Polytechnic, University of Marche, Italy;
3 Department of Surgical Sciences, Faculty of Medicine, School of Dentistry, University of L’ Aquila, Italy;
4 Department of Paediatric Dentistry, La Sapienza University of Rome, Rome, Italy


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Obiettivo. La patogenesi del disturbo intracapsulare dell’articolazione temporo mandibolare (TMID) è multifattoriale e la sua diagnosi non è semplice. In pazienti senza gravi malocclusioni il disturbo intracapsulare, un tipo di problema che coinvolge il condilo e il suo disco, è considerato di particolare interesse scientifico. Nel presente lavoro gli autori mostrano un metodo di valutazione comparativa tra tre tipi di analisi, la valutazione neuro-occlusale (NOE), il T-SCAN 2 system e l’ elettromiografia di superficie (SEMG), per una più attenta analisi dell’ eziopatogenesi di tale disturbo.
Metodi. Nove pazienti di età compresa tra i 25 ed i 30 anni affetti da TMID e un gruppo di nove pazienti sani sono stati selezionati ed esaminati. Ciascun paziente è stato sottoposto a valutazione neuro occlusale (NOE), alla valutazione al T-SCAN ed alla SEMG. La NOE è stata condotta con l’ ausilio delle foto occlusali frontali dei pazienti. Su tali foto è stata misurata l’escursione angolare mandibolare chiamata: angolo masticatorio funzionale (AFM). Il T-SCAN system è un analizzatore occlusale computerizzato che analizza il bilanciamento dell’ occlusione (COF), il numero di contatti occlusali e la traiettoria occlusale (COFT) usando sensori monouso che vengono in contatto con le arcate dentali durante il massimo serramento. La valutazione condotta con l’ sEMG è stata eseguita in sincronia con il T-SCAN. La registrazione viene rappresentata sul display del computer con l’ apertura di cinque finestre indicanti i valori, misurati in micro volt (mV), del tracciato miografico.
Risultati. La valutazione è stata condotta confrontando: AFM – T-SCAN system – sEMG. I pazienti TMID hanno mostrato differenze tra gli AFM di destra e sinistra. Il lato articolare affetto da rumore articolare aveva un AFM più basso (cioè lato lavorante affetto dal rumore articolare) che sul lato bilanciante. Tale differenza era sempre superiore ai 6 gradi. Il gruppo controllo non presentava alcuna differenza tra i due AFM. La valutazione eseguita con il T-SCAN ha mostrato, nel gruppo controllo, che la distribuzione della forza occlusale (COF) non era mai sbilanciata più del 5%. Nel gruppo affetto da patologia articolare (TMID) le differenze erano maggiori del 5% (COF medio del 66,6% nella parte articolare con rumore articolare e 33,4% nel lato bilanciante) (P<0,05). La traiettoria occlusale (COFT), nel gruppo controllo, era sempre localizzata all’ interno dei due ellissi centrali dello schermo, mentre nel gruppo non sano deviava sempre verso il lato articolare affetto e quindi verso il lato con l’AFM minore (lato lavorante). La valutazione al T-SCAN ha mostrato differenze del tempo di massima forza in massima intercuspidazione (MIFT) nei pazienti sani rispetto ai pazienti TMID. Nei pazienti sani il MIFT era superiore rispetto ai pazienti TMID (pazienti TMID 3,225 s , pazienti sani 6,349 s) (P<0,05). La valutazione all’sEMG ha mostrato che nel gruppo TMID vi era una attivazione fortemente asimmetrica dei masseteri (MMs). Il lato affetto presentava un’ attivazione del MM più alta rispetto al MM del lato bilanciante (media 148,81 mV nel lato patologico, 81,86 mV nel lato bilanciante) (P<0,001). Dalla comparazione delle medie di attivazione tra il gruppo di pazienti non sano ed il gruppo controllo si è visto che nei pazienti non sani l’ attivazione media dei MMs, di destra e sinistra, era sempre inferiore a quella dei soggetti sani (pazienti TMID 115,32 mV rispetto ai soggetti sani 232,32 mV) (P<0,001).
Conclusioni. La valutazione clinica neuro-occlusale è supportata dai risultati della presente ricerca. L’ AFM è un indicatore valido per la ricerca di alterazioni neuro muscolari che possono essere la causa del problema articolare. Il T-scan e l’ elettromiografo aiutano il clinico nella comprensione della eziopatogenesi dei disordini intracapsulari dell’ articolazione temporo mandibolare.

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