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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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CASI CLINICI  


Minerva Stomatologica 2009 June;58(6):301-5

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Idrocistoma eccrino: una neoformazione da considerare nella diagnosi differenziale delle tumefazioni del volto

Rauso R., Tartaro G., Siniscalchi G., Colella G.

Head and Neck Department Second University of Naples, Naples, Italy


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Gli idrocistomi sono dei tumori cistici della cute relativamente rari. La precisa derivazione istogenetica, nonché la differenziazione cellulare di questi tumori, è piuttosto dibattuta. Generalmente l’età media del paziente al momento della diagnosi di idrocistoma eccrino (eccrine hidrocystoma, EH) è di 51,6 anni, 54 per le pazienti di sesso femminile e 32,5 per i pazienti di sesso maschile. L’EH predilige il sesso femminile con un rapporto M:F=1:6,5. La maggior parte dei pazienti sono asintomatici e i siti ove prevalentemente si sviluppano questo tipo di lesioni sono la palpebra inferiore, il naso e il canto esterno. Gli autori presentano un raro caso di EH del terzo inferiore del viso in un paziente di 57 anni giunto alla loro osservazione per asimmetria del volto dovuta alla presenza di una neoformazione sul corpo emi-mandibolare sinistro. Il caso presentato risulta rilevante per la diagnosi differenziale richiesta da una lesione submandibolare per escludere neoformazioni di natura osteogenetica, epiteliale, vascolare o ghiandolare. Nel caso descritto i risultati istopatologici caratterizzati dalla presenza di cellule parzialmente collassate, cisti uniloculari circondate da cellule cuboidali monomorfe con citoplasma eosinofilo e uno stroma edematoso e marcatamente vascolarizzato suggerivano la diagnosi di EH. Il gold standard nel trattamento dell’EH è l’escissione chirurgica, che si associa a una bassissima recidiva e a un’alta percentuale di successo. In conclusione, una diagnosi clinico-strumentale per l’EH è piuttosto difficile da ottenere, per tanto la diagnosi istopatologica rappresenta la miglior procedura diagnostica.

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