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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
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Minerva Stomatologica 2009 June;58(6):263-75

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Valutazione istomorfometrica del disegno dell’impianto dentario quale fattore chiave nella risposta dell’osso peri-implantare: studio preliminare nel cane

Orsini E. 1, Salgarello S. 2, Bubalo M. 3, Lazic Z. 3, Trire A. 1, Martini D. 1, Franchi M. 1, Ruggeri A. 1

1 Department of Human Anatomy University of Bologna, Bologna, Italy 2 Dental School, University of Brescia Brescia, Italy 3 Department of Implantology Military Medical Academy, Belgrade, Serbia


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Obiettivo. La stabilità primaria come espressione dell’iniziale contatto diretto osso-impianto all’inserzione (bone-to-implant contact, BIC) svolge un ruolo importante nell’osteointegrazione a lungo termine. Numerosi sono i fattori che la influenzano. In particolare in questo studio preliminare in vivo sono stati valutati il disegno implantare e l’influenza che esso può esercitare sulla stabilità meccanica primaria in osso trabecolare.
Metodi. Sono stati comparati due differenti disegni implantari valutandone quantitativamente il rapporto con l’osso ospite al momento dell’inserzione in termini di BIC% e gap peri-implantare (GA%). Gli impianti a vite, prodotti da Or-Vit (Castelmaggiore-Bologna, Italy), presentavano simile microrugosità di superficie e due differenti passi: “passo fine” (NP) e “passo largo” (WP) con una distanza interspira di 0.5 mm e 1.5 mm rispettivamente. Gli impianti sono stati inseriti in mandibola canina dopo completa guarigione delle cavità di estrazione, secondo una procedura di inserzione differita. A cinque ore dalla chirurgia, l’animale è stato sacrificato. Sono state condotte analisi radiografiche, istologiche, istomorfometriche e ultrastrutturali.
Risultati. È stata rilevata una relazione inversa tra i due parametri valutati: GA, regione con un alto potenziale osteogenetico, appariva maggiore negli impianti WP mentre BIC, espressione di stabilità primaria, era più elevato negli impianti NP.
Conclusioni. Sulla base di questi risultati è stato ipotizzato un impiego clinico degli impianti NP in caso di carico immediato. Questo studio preliminare è da considerarsi un punto di partenza per ricerche in vivo a lungo termine finalizzate a individuare il disegno implantare che meglio favorisca l’osteointegrazione in sedi a differente densità ossea.

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