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ULTIMO FASCICOLOMINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

 

Minerva Stomatologica 2009 Maggio;58(5):187-98

 ARTICOLI ORIGINALI

Fratture del condilo mandibolare e sublussazione acuta atlanto-assiale. Parte 1 — Una nuova evidenza clinica e nosografica

Cutilli T., Corbacelli A.

Department of Maxillofacial Surgery University of L’Aquila School of Medicine L’Aquila, Italy

Obiettivo. Lo scopo di questo studio era di esaminare le ripercussioni acute delle fratture del condilo mandibolare sulla giunzione occipito-atlanto-assiale.
Metodi. Sono stati considerati 25 casi non consecutivi (16 pazienti di sesso maschile e 9 di sesso femminile, età media: 22,96/range 14-36 anni), osservati e trattati presso il Dipartimento di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Università dell’Aquila. I tipi di fratture presi in considerazione sono: unilaterali: 19 casi (solitarie:12; associate con altre fratture mandibolari: 7, omolaterali:2); bilaterali: 6 casi (equivalenti: 2, non equivalenti: 4). Il gruppo di controllo era costituito da 10 pazienti, 5 di sesso maschile e 5 di sesso femminile, di età compresa tra 19 e 24 anni (età media: 21,6) affetti da distorsione cervicale acuta isolata (whiplash). Lo studio è stato eseguito attraverso l’analisi degli esami radiografici e della tomografia computerizzata (CT-CT/3D) delle regioni condilari della mandibola, le strutture occipito-atlanto-assiali e la colonna cervicale.
Risultati. In tutti i casi di fratture del condilo mandibolare era presente una alterazione acuta delle strutture giunzionali atlanto-assiali. Nel caso di fratture condilari monolaterali solitarie gli autori hanno osservato una rotazione dell’atlante, omolaterale al lato della frattura condilare, indipendentemente dal livello della frattura (intra- o extracapsulare). La rotazione sembra essere proporzionale alla entità della dislocazione dei frammenti condilari sul piano orizzontale ed essa causa una modificazione dei rapporti articolari tra atlante e dente dell’epistrofeo (sublussazione atlanto-assiale) e tra atlante ed osso occipitale. Gli autori hanno osservato un costante derangement della giunzione cranio-assiale sui tre piani dello spazio. In particolare, sul piano verticale le ricostruzioni CT mostrano nel lato destro e sinistro una differente altezza tra gli spazi articolari atlanto-assiali. Il più ampio è omolaterale al lato della frattura condilare. Nel caso di fratture condilari monolaterali associate ad altra frattura mandibolare (omolaterale o non). In questi casi gli autori hanno osservato le stesse alterazioni del giunto occipito-atlo-epistrofico, ma mentre sul piano orizzontale la rotazione dell’atlante è sempre omolaterale alla frattura condilare, sul piano verticale lo spazio articolare atlanto-assiale più ampio è omolaterale alla frattura mandibolare con maggiore dislocazione dei frammenti di frattura (usualmente la associata frattura mandibolare controlaterale). Nel caso di fratture condilari bilaterali gli autori non hanno osservato alterazioni della giunzione cranio-cervicale. Nelle fratture non equivalenti, hanno osservato sul piano orizzontale la rotazione dell’atlante ed il derangement giunzionale sul piano verticale, omolaterale alla frattura condilare con maggiore dislocazione. Nel gruppo di controllo in tutti i casi è stata osservata la perdita della fisiologica lordosi cervicale. Non sono state invece rilevate alterazioni sul piano orizzontale e verticale, come la rotazione dell’atlante, la sublussazione atlanto-assiale o il derangement giunzionale.
Conclusioni. Gli autori affermano che questi risultati rappresentano una nuova entità nosografia associata alle fratture del condilo mandibolare, con importanti ripercussioni cliniche, infortunistiche e medico-legali.

lingua: Inglese, Italiano


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