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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 2008 Settembre;57(9):399-411

lingua: Inglese, Italiano

L’analisi del passo in soggetti con e senza disordini temporo-mandibolari. Studio trasversale

Tecco S., Tetè, D’Attilio S. M., Festa F.

Department of Oral Science University G. d’Annunzio, Chieti/Pescara, Italy


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Obiettivo. Lo scopo di questo studio era determinare se esistono correlazioni tra le funzioni stomatognatiche e la distribuzione dei carichi durante la funzione locomotoria, attraverso l’analisi del passo.
Metodi. Ventiquattro donne adulte caucasiche (età media 27,9±4,5), asintomatiche per i disordini temporomandibolari (DTM) e 20 donne adulte caucasiche affette da DTM sono state incluse nel campione. L’analisi del passo è stata eseguita in tre differenti condizioni sperimentali: 1) posizione di riposo mandibolare (RP); 2) occlusione abituale (DO); 3) con rulli di cotone interposti tra le arcate dentarie superiore e inferiore (CRs). La pressione media esercitata sull’appoggio podalico durante il passo, misurata in g/cm2 sul baricentro teoretico, le percentuali dei carichi sugli appoggi podalici destro e sinistro (misurate in %) e la superficie di carico (misurata in mm2) degli appoggi podalici destro e sinistro sono state le variabili misurate nello studio come parametri posturali.
Risultati. In generale non si è osservata alcuna differenza in questi parametri nelle diverse condizioni analizzate; solo quando i due rulli di cotone venivano posizionati tra le arcate dentali la pressione di carico risultava significativamente più elevata nelle pazienti con DTM rispetto al gruppo di controllo (P<0,05). Inoltre, nella stessa condizione, le pazienti con DTM mostravano una superficie di carico significativamente inferiore rispetto ai soggetti del gruppo di controllo, sia per il piede destro che per il sinistro.
Conclusioni. In conclusione, sebbene non vi sia certezza sul meccanismo d’azione alla base delle associazioni osservate, è ipotizzabile che i DTM possano essere associati anche a modifiche rintracciabili nella funzione locomotoria del soggetto. Saranno necessari ulteriori studi in futuro per chiarire l’esistenza di queste interrelazioni.

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