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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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CASI CLINICI  


Minerva Stomatologica 2008 May;57(5):265-74

Copyright © 2008 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

L’innesto di pericranio nella chirurgia preimplantare delle atrofie mascellari

Autelitano L. 1, Rabbiosi D. 1, Poggio A. 2, Biglioli F. 1

1 Department of Oral and Maxillofacial Surgery San Paolo Hospital University of Milan, Milan, Italy
2 Surgeon


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Riassunto
Nella chirurgia preimplantare l’osso autologo è universalmente riconosciuto come il materiale di elezione. Tra le varie sedi donatrici la calvaria è una delle migliori per le caratteristiche uniche di durezza, la facilità del prelievo e la morbidità praticamente nulla a livello del sito di prelievo. Offre, inoltre, la possibilità di prelevare il pericranio per foderare l’innesto di osso. Questa tecnica, di recente introdotta nella pratica comune dell’ospedale San Paolo di Milano, consente, senza aggiungere nulla all’intervento di prelievo della calvaria, di ottenere una notevole quantità di periostio da utilizzare ricoprendo gli innesti di osso. Il pericranio è stato utilizzato per ricoprire gli innesti ossei con una duplice finalità. Innanzitutto, quella di portare del tessuto che, grazie alle sue potenzialità osteogenetiche, potesse aiutare nel prevenire eventuali riassorbimenti. In secondo luogo, per interporre del tessuto tra i blocchi di osso innestato e la mucosa orale e quindi ridurre i rischi di decubiti e di conseguenti esposizioni che porterebbero al fallimento dell’intervento. Sono stati eseguiti cinque interventi di ricostruzione dei mascellari con innesto di osso autologo e di pericranio. In tutti i casi si è avuta una buona guarigione e una buona conservazione del volume innestato riscontrato durante la fase di posizionamento degli impianti. In un caso si è avuta una sofferenza vascolare di un lembo mucoso con esposizione del sottostante pericranio che, essendosi precocemente rivascolarizzato, ha mantenuto isolato e ben coperto l’osso innestato, permettendo la sua completa integrazione. Date le potenziali capacità protettive nei confronti dell’osso innestato e la totale assenza di morbidità, questa tecnica ricostruttiva potrebbe entrare a far parte della pratica ordinaria nell’ambito di questo tipo di chirurgia.

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