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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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REVIEW  


Minerva Stomatologica 2007 Novembre-Dicembre;56(11-12):621-32

lingua: Inglese, Italiano

Chirurgia endodontica vs procedura non chirurgica per il ritrattamento di lesioni periapicali. Review sistematica della letteratura

Del Fabbro M., Taschieri S.

Department of Odontology University of Milan IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, Milan, Italy


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Le opzioni terapeutiche più comuni per ritrattare denti con parodontite apicale sono il trattamento ortogrado e la chirurgia endodontica. La scelta deve tener conto dei rispettivi benefici (guarigione) e rischi, stimati per mezzo di studi clinici ad elevato livello di evidenza. Lo scopo di questa review è stato quello di confrontare il risultato delle due procedure per fornire ai clinici informazioni affidabili, basate sull’evidenza, possibilmente utili nella scelta terapeutica. Gli articoli sono stati individuati mediante una ricerca elettronica e manuale, e selezionati con specifici criteri di inclusione. La variabile primaria era il successo terapeutico, basato su criteri clinici e radiografici. I dati sono stati dicotomizzati secondo il criterio di funzionalità. Due studi randomizzati sono stati individuati. Centoventisei elementi dentali (incisivi, canini, premolari) sono stati valutati ad un anno e 82 a 4 anni. Il successo per il trattamento chirurgico ad 1 anno era lievemente migliore di quello ortogrado (90.7% vs 80.6% rispettivamente), mentre a 4 anni si equivalevano. Maggiori disagi postoperatori erano associati alla procedura chirurgica. La scelta tra l’approccio chirurgico e quello ortogrado non può quindi basarsi solo sul tasso di successo, ma devono essere considerati altri fattori, quali situazione clinica iniziale e preferenze del paziente, esperienza e abilità dell’operatore, rischio di complicazioni, fattibilità tecnica, costi. Sarebbe opportuno effettuare studi clinici randomizzati con elevata numerosità campionaria e follow-up di almeno 4 anni, per determinare se, utilizzando moderni materiali e strumentazione, vi sia o meno una reale differenza tra i risultati delle due procedure.

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