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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 2007 Novembre-Dicembre;56(11-12):591-601

lingua: Inglese, Italiano

Aspetti clinici e percentuali di sopravvivenza in un campione di soggetti affetti da cancro orale: uno studio retrospettivo

Rossi V., Tarozzi M., Lodi G., Sardella A., Demarosi F., Carrassi A.

Unit of Oral Pathology and Medicine University of Milan, Milan, Italy


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Obiettivo. Lo scopo di questo studio retrospettivo è stato quello di descrivere e osservare la sopravvivenza di un gruppo di pazienti affetti da neoplasie maligne orali seguiti presso l’Unità di Patologia e Medicina Orale del Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria dell’Università degli Studi di Milano, tra febbraio 1995 e settembre 2005.
Metodi. Sono stati presi in esame alcuni parametri anagrafici, clinici e anamnestici di un gruppo di 108 pazienti affetti da neoplasia maligna orale. E’ stato quindi individuato un campione di 72/108 pazienti, per i quali era disponibile un follow-up di almeno 4 mesi dalla diagnosi, di cui è stata valutata la sopravvivenza.
Risultati. Dei 108 pazienti, 103 erano affetti da carcinoma squamocellulare. Il rapporto M:F è risultato essere pari a 1,1:1,0 mentre l’età media al momento della diagnosi di era 64,9 anni. In 44/91 casi la sede interessata è stata la lingua e in 28/45 casi la lesione maligna è risultata essere in stadio precoce (stadio TNM 1 e 2) al momento della diagnosi.
La sopravvivenza nel gruppo di 72 soggetti presi in esame è risultata essere pari all’84% e al 55% rispettivamente a 2 e 5 anni dalla diagnosi. La diagnosi antecedente al compimento dei 65 anni è risultato un fattore prognostico positivo (P=0,01), così come lesioni diagnosticate allo stadio TNM 1, pur senza significatività statistica (P=0,1).
Conclusioni. I dati concordano con quanto riportato dalla letteratura scientifica internazionale circa la sopravvivenza a 5 anni e la miglior prognosi per i pazienti a cui è stata fatta diagnosi prima dei 65 anni di età.

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