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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 2007 May;56(5):267-79

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

“Electronic dental anesthesia” nell’estrazione del terzo molare inferiore

Zanette G. 1, Facco E. 1, Bazzato M. F. 2, Berengo M. 2, Buin F. 2, Mariuzzi M. L. 2, Mazzuchin M. 2, Rigo L. 3, Sivolella S. 2, Viscioni A. 3, Manani G. 1

1 Course of General and Special Odontostomatological Anaesthesia Unit of Dentistry Department of Medico-Surgical Specialties University of Padua, Padua, Italy 2 Unit of Dentistry Department of Medico-Surgical Specialties University of Padua, Padua, Italy 3 Unit of Maxillofacial Surgery General Hospital, Castelfranco Veneto, Italy


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Obiettivo. Indagare le caratteristiche dell’Electronic Dental Anaesthesia (EDA) nella chirurgia del terzo molare.
Metodi. È stata effettuata l’estrazione del terzo molare inferiore in anestesia locoregionale (blocco anestetico dei nervi alveolare inferiore e buccinatore) in due gruppi di 30 pazienti: gruppo 1 = controlli, gruppo 2 = trattamento con EDA. Il livello d’ansia e dolore è stato rilevato mediante la Visual Analogue Scale, e il dolore postoperatorio mediante il McGill Pain Questionnaire. È stata effettuata un’intervista telefonica postoperatoria a tutti i pazienti. Le indagini statistiche sono stae effettuate mediante randomizzazione computerizzata, valori espressi come medie±DS, differenze fra i dati valutate mediante ANOVA e ¯2, livello minimo di probabilità P<0,05.
Risultati. Nessuna differenza significativa è risultata fra le caratteristiche dei pazienti e degli interventi nei due gruppi. L’EDA provoca livelli di dolore inferiori rispetto ai controlli che inoltre hanno valori più elevati di pressione arteriosa e di frequenza cardiaca. Dall’intervista telefonica non è risultata amnesia, la percentuale di pazienti trattati con EDA che ha accusato dolore durante puntura dell’ago e/o intraoperatoriamente è risultata minore rispetto ai controlli. L’80% dei pazienti trattati con EDA ha giudicato positivamente il trattamento, il 93% ha espresso il desiderio di ripeterlo se necessario.
Conclusioni. L’EDA è dunque tecnica analgesica aggiuntiva per interventi odontoiatrici. Le alterazioni cardiovascolari, costanti durante estrazione del terzo molare, non sono state rilevate nei pazienti sottoposti ad EDA. Ciò conferma che l’EDA può modificare le risposte fisiologiche a fattori stressanti, contenendo l’attivazione simpatica, per effetto analgesico sulle fibre Aβ ed aumento dei livelli centrali delle endorfine. Questi risultati sottolineano come l’impiego dell’EDA nell’estrazione del terzo molare sia preferibile all’impiego della sola anestesia locoregionale.

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